Maggio 2018

SITUAZIONE ATTUALE

Il trascorrere di questo mese, molto significativo dal punto di vista politico, è stato scandito da un tragico evento: il 14 maggio, in concomitanza con l’inaugurazione della nuova sede dell’ambasciata americana a Gerusalemme su decisione del Presidente USA Trump e delle sfilate di coloni per le vie della città, si è assistito ad una vera e propria strage da parte dei cecchini dell’esercito israeliano nei confronti della popolazione gazawi, che stava protestando sulle linee di confine in ricordo dei 70 anni dalla Nakba. Sono stati uccisi 59 palestinesi, di cui 6 minorenni, e circa 2800 feriti di cui anche alcuni giornalisti, medici e paramedici internazionali. Il clima di forte tensione è stato percepito in maniera più lieve nelle South Hebron Hills dove, ad eccezione di una grande demolizione che ha coinvolto vari villaggi della Firing Zone ad inizio mese, si è registrato un calo delle azioni violente da parte di esercito e coloni israeliani, probabilmente a causa dell’avvento del Ramadan, periodo in cui gli stessi pastori palestinesi tendono a rimanere per lo più all’interno delle proprie case, riducendo le possibilità di contatto con questi ultimi.


CONDIVISIONE, LAVORO E NOVITA' SUI VOLONTARI

A seguito della partenza dei quattro volontari in visita a Gaza a fine aprile, il gruppo ha visto l’arrivo di altre tre volontarie che hanno portato energia positiva al progetto, andando così a ridefinirne nuovamente gli equilibri.
Le prime due settimane sono state caratterizzate da lunghe giornate di lavoro nei campi per la fine del periodo di raccolta del grano, in cui i volontari hanno partecipato attivamente, garantendo alla comunità di poter condurre le proprie attività in sicurezza e armonia senza essere vittima di attacchi da parte dei coloni, nonostante la presenza delle forze armate israeliane sia rimasta costante e si sia manifestata sotto forma di “patrol” (pattugliamenti) e checkpoint nell’area circostante al villaggio.
La seconda parte del mese è stata segnata dall’inizio del Ramadan, periodo di digiuno e rinuncia ma anche di festa e di riposo per la comunità musulmana, che ha sospeso quasi completamente le attività nei campi. Questo periodo ha segnato la fine dell’attività di school patrol in parallelo al termine delle lezioni scolastiche.
L’attività sul campo dei volontari, oltre alla presenza stabile nel villaggio, si è orientata anche verso l’esterno, per lo più su due fronti: i viaggi in Jordan Valley, affiancati dai Ta’Ayush (attivisti israeliani), sempre più frequenti, con l’obiettivo di tessere legami duraturi con i pastori di queste aree, spesso poco coordinati tra loro e impauriti dall’azione prepotente di soldati e coloni israeliani, in modo da creare in futuro una presenza stabile per poter ampliare il fronte della resistenza nonviolenta; i nuovi viaggi esplorativi nell’area di Biddu (area Nord-Ovest di Gerusalemme) e di Salfit in collaborazione con Cospe (Ong italiana), novità assoluta del mese, volti a conoscere queste realtà e capire gli eventuali spazi di azione dei volontari di Operazione Colomba in difesa dei Diritti, soprattutto per quanto riguarda l’accesso alla terra dei pastori e dei contadini.
La quiete interna al villaggio è stata interrotta dalla morte di Saber Hureini, ex sindaco di At-Tuwani e pilastro della resistenza popolare nelle South Hebron hills, che ha segnato un momento di lutto profondo per tutta la comunità palestinese e per i volontari, i quali hanno condiviso questo momento di dolore portando le proprie condoglianze alla famiglia. Sono infine proseguiti i lavori di imbiancatura della casa dei volontari, che hanno rappresentato un nuovo momento di unione sia per i volontari stessi che per gli “shabab” (giovani) del villaggio.