Agosto 2011

SITUAZIONE ATTUALE - CONDIVISIONE E LAVORO - VOLONTARI

Il mese di agosto si è aperto con il Ramadan, il digiuno diurno, che ha rallentato i ritmi del dì e allungato quelli refrigeranti della notte.
A causa del grande caldo sono stati pochi gli accompagnamenti richiesti dai pastori ai volontari dell'Operazione Colomba, quotidianamente hanno accompagnato quasi solo un pastore proveniente da Magayr Al Abeed e, durante il sabato, i pastori del villaggio di Tuba. La situazione di questi villaggi è molto dura a causa della siccità. Durante l'anno infatti la mancanza di acqua ha fatto sì che i raccolti fossero molto scarsi e non sufficienti per garantire il foraggio alle pecore, per cui le famiglie hanno dovuto comprare quasi tutto il cibo, molto costoso, per le greggi. Oltre a ciò, verso metà mese, alcune cisterne si sono prosciugate e per diversi pastori è stato necessario comprare anche l'acqua, anch'essa molto costosa.
Il pastore di Magayr al Abeed che abbiamo accompagnato, per difficoltà economiche, non ha comprato ne' acqua ne' foraggio, ed ha continuato a portare le pecore al pascolo facendole abbeverare all'unica cisterna rimasta loro, in Humra Valley, proprio sotto il boschetto dell'avamposto di Havat Ma'on. Gli accompagnamenti in questa zona sono stati carichi di tensione per la grande vicinanza delle pecore al bordo del bosco e per il frequente via vai di coloni dalle case limitrofe. Per  due volte, inoltre, delle mute di cani sono sbucate dagli alberi abbaiando contro le pecore. Fortunatamente non si sono verificati incidenti gravi.

L'unico incidente grave è avvenuto l'11 agosto quando tre coloni mascherati sono usciti urlando da una casa dell'avamposto e hanno cacciato il pastore e gli internazionali lanciando pietre. In questa occasione nessuno è rimasto ferito anche grazie ai volontari che sono riusciti ad avvisare per tempo il pastore che è scappato.
Durante gli accompagnamenti di questo mese per 2 volte si è verificato che si presentassero lungo la strada delle camionette militari ad osservare i pastori che puntualmente si allontanavano in fretta. In  generale c'è stato un discreto movimento di jeep militari al villaggio: ci sono stati in totale 5 checkpoint e altri 4 casi in cui le camionette hanno stazionato al villaggio per controllare la zona, ma non hanno fermato nessuno. In alcuni casi i volontari hanno dialogato con i soldati che si sono dimostrati consapevoli del problema rappresentato dai coloni di Havat Ma'on, in altri casi invece i militari sono sembrati sopratutto interessati ai dati dei documenti in nostro possesso.
La notte del 29 agosto, durante l'unico giorno in cui le colombe e i CPT non erano presenti ad At-Tuwani, si è verificato l'unico episodio in cui i coloni sono scesi nelle vicinanze del villaggio. Sembra che abbiano denunciato un furto ai soldati, i quali hanno controllato la valle e non hanno comunque disturbato le famiglie. Questa coincidenza ha lasciato tutti molto perplessi poiché anche lo scorso mese l'episodio più grave nei confronti dei pastori è avvenuto nel giorno in cui il villaggio era rimasto scoperto.
Visto il buon numero di volontari presenti ad At-Tuwani (5-6), si è deciso di cogliere l'occasione per visitare i villaggi più isolati e più esposti. Ogni settimana due volontari sono andati, nei giorni di venerdì e sabato, a visitare i villaggi di Tuba e, per la prima volta, Wadi Jehesh.
Wadi Jehesh è un piccolo villaggio dove vivono due famiglie allargate. Queste hanno accolto con entusiasmo la presenza degli internazionali, da tempo desiderata. Il villaggio si trova infatti molto vicino alla colonia di Suseya ed è stato oggetto di numerosi attacchi dei coloni, sia di giorno che di notte, specialmente durante lo Shabbat. Circa due mesi fa una violenta aggressione di un gruppo di 17 coloni ha causato il ferimento di tre membri di una famiglia. Uno di questi è dovuto rimanere allettato per tre settimane. Le telecamere fornite loro dall'associazione israeliana B'Tselem non sono sufficienti per ottenere giustizia: i coloni attaccano mascherati e la polizia non presta attenzione alle loro denunce. In un'occasione addirittura un pastore aggredito è stato arrestato per aggressione.

Durante l'ultimo accompagnamento di agosto in questo villaggio, i volontari dell'Operazione Colomba hanno notato che in quella zona, lungo la bypass road, sono stati costruiti alcuni blocchi stradali che bloccano l'accesso alle stradine secondarie che portano ai villaggi.
Anche l'entrata a Wadi Jehesh è stata bloccata da un ammasso di terra. I volontari hanno avvisato l'Associazione di pacifisti israeliani Ta'ayush che regolarmente, per tutti i sabati del mese, è venuta nelle South Hebron's Hill a fare delle azioni contro l'occupazione.
Ta'ayush ha deciso di intervenire immediatamente e ha rimosso il blocco di terra. Quest'azione è però costata a tutti gli attivisti una notte in carcere, dopo aver atteso per ore sotto il sole di essere portati alla stazione di polizia. Anche i due nostri volontari che erano al villaggio sono stati detenuti, per più di un'ora, solo per aver osservato e filmato l'azione da lontano senza prenderne parte.
Dopo un lungo dibattito con i soldati i due volontari sono stati rilasciati nei pressi del check point più a sud (distante circa una decina di chilometri da At-Tuwani) e sono stati gentilmente recuperati da un'altra Associazione di internazionali che è provvista di automobile.
Molte delegazioni sono venute a visitare Tuwani.
Sono stati 7 i gruppi (per un totale di 83 persone) che hanno chiesto di essere accompagnati per una visita, non solo italiani ma anche di altre nazionalità.
Spesso queste visite sono state l'occasione per confronti interessanti e profondi sulla realtà locale e di incontri toccanti con H. e le persone del villaggio.

Infine la grande novità di questo mese è stato il regalo che H. ha fatto ai volontari della colomba: ha organizzato un training specifico di 3 incontri. Ognuno di questi è iniziato con 20 minuti di meditazione silenziosa, che ha sorpreso piacevolmente i volontari. Il primo incontro ha riguardato le motivazioni personali di ciascuno e il rapporto tra il singolo e la nonviolenza; il secondo ha trattato il tema dei diritti umani in generale e della giustizia, che non deve fermarsi ad At-Tuwani; l'ultimo incontro è stato un training specifico sulle attività dell'Operazione Colomba nelle South Hebron Hills.
I volontari si sono sentiti onorati di aver ricevuto una formazione personalizzata "extra" e ringraziano di cuore H. per questi approfondimenti.