Giugno 2011

SITUAZIONE E AZIONI

Mese di giugno, mese molto intenso di lavori ad At-Tuwani, come non si vedeva da tempo. Questo perché ogni famiglia del villaggio, in previsione dell'allacciamento definitivo all'acqua, ha cominciato a scavare i propri pozzi di fronte ad ognuna delle abitazioni. Grandi pozzi di 6 metri di profondità e 5 metri di larghezza. A parte un piccolo accenno di stop dei lavori da parte delle autorità israeliane, per tutto il mese i lavori sono continuati senza sosta e nessuno, né l'esercito né la DCO hanno interrotto gli scavi. In generale l'attività dell'esercito israeliano in quest'area si è concentrata in due eventi principali.

Il primo dei quali Sabato 4 giugno nel villaggio di Tuba dove dei soldati, con l'aiuto del capo della sicurezza della colonia di Ma'on, hanno cercato di inseguire un pastore. Quest'ultimo aveva lasciato momentaneamente il gregge incustodito per riuscire ad allontanarsi dai soldati che hanno detenuto il gregge per un po' di tempo. I volontari dell'Operazione Colomba si sono precipitati al villaggio di Tuba, ma all'altezza dell'avamposto di Havat Ma'on, appena usciti da At-tuwani, sono stati fermati da un gruppo di militari della Border Police i quali hanno trattenuto i loro passaporti per una 20ina di minuti, poi rilasciati senza conseguenze. All'arrivo delle colombe al villaggio i soldati erano andati
via, il gregge era libero. L'altro evento riguarda la demolizione del villaggio di Bir Al 'Idd. Nella mattinata del 20 giugno l'esercito israeliano, alla presenza della Border Police, ha demolito sei abitazioni-tenda ed un servizio igienico esterno nel villaggio palestinese. Gli abitanti hanno riferito che gli ufficiali si sono presentati molto presto al mattino con ruspe e carri attrezzati con braccia meccaniche, rimuovendo nel giro di poco tempo tutto ciò che veniva considerato “senza relativo permesso da parte
dell'autorità israeliana”. Agli internazionali presenti (appena arrivati) e ad alcuni attivisti israeliani, è stato proibito di sostare in quell'area dichiarata "zona militare chiusa", quindi obbligati ad andarsene, pena l'arresto.
Altro incidente importante è accaduto nel villaggio beduino di Umm Al Kher, adiacente alla colonia di Karmel, dove alcuni coloni del suddetto insediamento (di cui due armati), stavano bloccando il passaggio utilizzato ogni mattina dai palestinesi per portare le pecore al pascolo. Dopo pochi minuti l'esercito israeliano, Border Police, polizia civile, DCO e la guardia di sicurezza di Karmel si sono uniti all'evento. Alcuni soldati si sono praticamente sostituiti ai coloni bloccando le pecore. La
situazione è rimasta così invariata. Dopo due ore il comandante militare ha riferito che la zona era chiusa e che se i palestinesi volevano passare potevano farlo solamente allungando il loro percorso.
La zona in questione è una collina vicino al villaggio di Umm al Kher da sempre utilizzata dai palestinesi per accedere alle valli vicine per il pascolo delle pecore.
Nel pomeriggio un palestinese residente nel villaggio ha chiamato per dire che una pecora di due anni era morta per un calcio ricevuto da un soldato.
Venerdì 10 giugno in mattinata le Colombe sono state avvertite di una manifestazione che si sarebbe svolta al villaggio. Gli organizzatori, membri del partito di Fatah, non si sono coordinati con le persone del villaggio, che anzi non volevano assolutamente questo tipo di manifestazione, perché politicizzata. Due attivisti dell'ISM erano presenti, anche loro contrariati dal fatto che gli organizzatori non si fossero ben coordinati con le persone del villaggio. Anche tre attivisti israeliani erano presenti (da Solidarity for Sheikh Jarrah e Anarchist against occupation). I dimostranti, dopo l'abituale preghiera del venerdì, si sono diretti verso l'avamposto, dove sono stati fermati da diversi mezzi dell'esercito, Border police e della DCO. La discussione si è animata e un manifestante palestinese e uno israeliano sono stati trattenuti temporaneamente (il palestinese ad un certo punto è stato portato in una camionetta). La situazione non si è mai scaldata troppo, tuttavia è stata lanciata una flash bomb. Successivamente le persone sono indietreggiate e il palestinese è stato liberato.
Anche l'ambulanza è arrivata sul posto, per curare una persona ferita ad una caviglia. A quel punto tutti i palestinesi se ne sono andati. Più tardi, dopo l'arrivo della polizia, anche il ragazzo israeliano è stato rilasciato. Nessun palestinese di At-Tuwani ha partecipato alla dimostrazione e gli internazionali presenti del CPT, Operazione Colomba e ISM sono rimasti solo nelle vicinanze ad osservare l'evolvere degli eventi, anche loro senza prendervi parte attivamente.
Nella mattinata di sabato 25 giugno un grave incidente ha visto coinvolti Shaadi di Maghayr al Abeed, e Achemed Ali Awad del villaggio di Tuba, nella valle di Meshakha, poco avanti all'avamposto di Havat Ma'on. Alle nove del mattino gli internazionali ricevono una chiamata da Shaadi che avvertiva che sarebbe uscito con le pecore, ci chiedeva la solita vedetta dalla collina di Kharrouba, abbiamo quindi informato Shaadi che non eravamo al villaggio e che prima di 2 ore non avremmo potuto esser presenti. Verso le 10 riceviamo un'altra chiamata di Shaadi. Almeno 11 coloni stavano correndo verso di loro. Shaadi ha raccontato che 11 coloni non mascherati avevano rincorso lui e l'altro pastore per quasi un km di strada con coltelli e lanciandogli sassi. Shaadi racconta che lo hanno colpito alla schiena con una pietra mentre stava cercando di mettere in salvo il proprio mulo da un colono armato di coltello. Più tardi abbiamo visto i lividi sulla sua schiena. Nessuna pecora sembrava ferita gravemente. Shaadi dice che i coloni gli urlavano ingiurie verso Maometto e che sapevano che gli internazionali non erano al villaggio. Le uniche cose che abbiamo potuto fare arrivando sono state interviste e foto dell'accaduto.
A quanto dicono i pastori, alcuni soldati erano presenti all'evento ma non sono intervenuti in alcun modo per tutelare l'incolumità dei palestinesi. A conferma di questo c'è da dire che durante il nostro tragitto per raggiungere Shaadi dopo essere arrivati al villaggio, anche noi abbiamo incontrato una camionetta di soldati che ha praticamente confermato di aver visto moltissimi coloni aggirarsi dalle parti delle valli e che erano successi dei tafferugli. Sul tragitto di ritorno invece, una jeep della Border police che stanziava davanti alla casa di Juma ci ha bloccati chiedendoci i passaporti e che cosa ci facevamo lì. Alle nostre domande sull'accaduto sono rimasti indifferenti. Per quanto riguarda lo svolgimento della scorta militare dei bambini per la scuola, tutto è andato senza gravi incidenti o ritardi, a parte sabato 11 giugno quando la scorta non si è presentata. I bambini, invece di prendere il sentiero lungo, hanno deciso di prendere comunque la strada breve.
Di corsa sono arrivati ad At-Tuwani senza incidenti.