Marzo 2011

SITUAZIONE E AZIONI

Nel mese di marzo numerose sono state le occasioni in cui i soldati e la polizia, spesso chiamati dai coloni, hanno tentato di impedire il pascolo delle greggi dei pastori palestinesi nelle valli vicine all'insediamento di Ma'On. A volte i pastori, con il supporto degli internazionali, sono riusciti a fare valere il diritto di pascolo sulle proprie terre. Sono continuate inoltre le azioni nonviolente volte a denunciare le ingiustizie presenti e a dimostrare la voglia di rispondere ad esse con mezzi pacifici.
Sabato 19 Marzo quindi gli abitanti del villaggio hanno piantato alcuni alberi di ulivo e portato alcune greggi al pascolo in una valle rivendicata anche dai coloni israeliani.

La situazione non è stata priva di tensioni: un gruppo di coloni ha provocato i pastori palestinesi tentando di disperdere le greggi. Alcuni Palestinesi hanno risposto alle aggressioni dei coloni. Dopo l'intervento dell'esercito due giovani palestinesi sono stati arrestati e un terzo, dopo essere stato immobilizzato a terra con la forza, si è sentito male ed è stato portato con l'ambulanza all'ospedale. Gli altri abitanti di At-Tuwani e tutti gli internazionali sono stati costretti dai soldati a tornare al villaggio.
Un'altra azione di pascolo delle greggi si è svolta la settimana successiva tra At-Tuwani e l'avamposto. Nonostante l'intervento dei soldati, le donne del villaggio sono riuscite a concludere il lavoro e a rivendicare l'accesso alla zona. Poco prima dello svolgersi dell'azione due volontari della colomba che stavano accompagnando un pastore in una valle poco distante, sono stati attaccati da alcuni giovani coloni che hanno lanciato loro alcune pietre.
La mattina del 21 marzo purtroppo è accaduto un fatto molto grave. Un palestinese di un villaggio vicino è stato accoltellato da un colono mascherato nei pressi di At-Tuwani. L'uomo è stato colto di sorpresa e colpito alla spalla e al petto. Per fortuna sono intervenuti dei medici palestinesi e israeliani che hanno curato sul posto l'uomo. Poi è stato portato all'ospedale, dove è stato operato ed è rimasto ricoverato per diversi giorni.
In seguito all'innalzamento del livello di tensione dovuto alla gravità degli episodi accaduti, la presenza dei militari si è intensificata. Per circa una decina di giorni una pattuglia di militari ha stazionato nei pressi della prima casa del villaggio e spesso i soldati hanno sostato nelle immediate vicinanze di alcune case palestinesi, causando disagi ed agitazione.
Nel corso del mese ci sono stati vari eventi significativi per il villaggio. Il 25 Marzo si è tenuto il workshop conclusivo del progetto dell'Unione Europea sulla nonviolenza e la riconciliazione. Erano presenti varie autorità, tra le quali: Christian Berger (rappresentante dell'UE per la Cisgiordania e la striscia di Gaza), Beatrice Campodonigo (coordinatrice sul campo del progetto UE), alcuni esponenti di Tayush, Bet'selem, Medici senza Frontiere, Acri. In mattinata hanno parlato alcuni rappresentanti del comitato nonviolento di At-Tuwani e di altri villaggi, mentre nel pomeriggio i partecipanti si sono suddivisi in gruppi e hanno discusso insieme di alcune tematiche relative alla resistenza nonviolenta.
Mercoledì 30 il Primo Ministro palestinese Salam Fayyad, leader del partito "La terza via", ha visitato il villaggio di At-Tuwani, partecipando ad un dibattito con il sindaco e il leader del Comitato Popolare di Resistenza nonviolenta. La visita si è conclusa con un pranzo offerto dagli abitanti di
At-Tuwani. L'attività di School Patrol nel mese di Marzo si è svolta senza particolari incidenti, se non i frequenti ritardi della scorta militare, qualche volta persino oltre l'ora. Durante il mese, comunque, alcuni rappresentanti dell'Ocha hanno visitato il villaggio e si sono impegnati affinché la scorta militare lavori al meglio. Una bella iniziativa da riportare è stata quella del 4 marzo: i bambini di At-Tuwani sono andati a Tel Aviv per incontrare un gruppo di coetanei isrealiani e condividere assieme una giornata di giochi.
In questo mese inoltre abbiamo assistito ad una seconda demolizione nel giro di circa un mese nel villaggio di Al-Amnyr: sette costruzioni sono state distrutte dai militari e quattro persone sono state aggredite dai coloni del vicino avamposto di Susiya.   
Per tutto marzo le Colombe hanno monitorato diversi checkpoints volanti, ormai diventati un appuntamento quotidiano, in particolare nella strada all'entrata del villaggio. Sia durante il monitoraggio dei checkpoints, sia nel corso degli accompagnamenti dei pastori, i volontari dell'operazione colomba sono stati spesso insultati e minacciati verbalmente dalle forze dell'ordine isrealiane. Addirittura il 12 marzo un volontario della Colomba è stato temporaneamente detenuto per non aver
voluto consegnare il passaporto ad alcuni soldati. Dopo qualche ora è stato rilasciato per l'inconsistenza dell'accusa, in quanto secondo la legge israeliana solo la polizia può richiedere la consegna del passaporto agli internazionali.