SITUAZIONE ATTUALE

L'occupazione israeliana non dorme mai, nemmeno durante il mese di Ramadan. Giugno, infatti, ha visto il susseguirsi di sfide che hanno messo a dura prova la tenacia dei palestinesi, che seppur a stomaco vuoto, hanno continuato a mantenere forte il legame con la propria terra. I volontari di Operazione Colomba hanno supportato le azioni nonviolente dei Palestinesi e risposto alle emergenze che si sono verificate nelle colline a sud di Hebron.

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SITUAZIONE ATTUALE

A maggio, il contesto generale dell'occupazione e dei suoi effetti sulla popolazione palestinese non è certo migliorato: l'evento più significativo è stato lo sciopero della fame dei prigionieri politici palestinesi, promosso da Marwan Barghouti, (condannato a cinque ergastoli), per chiedere condizioni di detenzione meno disumane, in particolare la possibilità di ricevere le visite dai parenti, non solo una volta al mese, e la possibilità di studiare. Sono stati 1500 i palestinesi incarcerati nelle prigioni israeliane ad aderire alla protesta per ben 40 giorni.

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Situazione attuale

Aprile dolce dormire… ma le colline a sud di Hebron ben sanno che l’occupazione non dorme mai.
L’espansione dell’avamposto illegale di Avigayil, con una nuova costruzione a ridosso di una valle palestinese, e la testa sanguinante di un ragazzo di At-Tuwani preso a sassate da alcuni coloni, lo ricordano in continuazione.

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SITUAZIONE ATTUALE

Nel mese di marzo abbiamo dato un benvenuto e un arrivederci all’ufficializzazione del report ONU Israeli Practices towards the Palestinian People and the Question of Apartheid, nel quale era stato condannato il comportamento israeliano a danno dei Palestinesi, chiaramente identificato come regime di apartheid in tutte le sue implicazioni, economiche, razziali e politiche.

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SITUAZIONE ATTUALE

Il mese di febbraio si è aperto con la triste notizia dell'approvazione da parte della Knesset di un disegno di legge che legalizza 16 avamposti israeliani costruiti su terreni privati palestinesi in Cisgiordania. Obiettivo del provvedimento, come evidenziato dalle stesse dichiarazioni dei politici israeliani, è quello di "regolarizzare gli insediamenti in Giudea e Samaria (Cisgiordania) e consentire il loro continuo stabilirsi e sviluppo".

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