Giugno 2018

SITUAZIONE ATTUALE

Anche a giugno sono continuate le proteste nella Striscia di Gaza (Marcia del Ritorno: per chiedere la fine del blocco egiziano-israeliano e l’attuazione della Risoluzione 194 dell’ ONU sul “diritto al ritorno” dei profughi) a cui l’esercito israeliano ha risposto con un massiccio uso della forza. Alla fine del mese si contano 130 Palestinesi uccisi e circa 13.000 feriti. Tra le vittime c’è Razan Ashraf al-Najjar, un’infermiera di 21 anni. Molti dei feriti rimangono bloccati a Gaza in strutture ospedaliere inadeguate per mancanza dei permessi necessari da parte di Israele per uscire ed avere accesso alle cure mediche necessarie.
Nonostante il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, abbia condannato l’uccisione di manifestanti, (minori, giornalisti e personale medico) da parte dei militari israeliani, il Consiglio di Sicurezza ONU, a causa del veto da parte degli Stati Uniti, non è riuscito a far passare una risoluzione che prevedeva un’investigazione sui fatti accaduti di recente nella Striscia.

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Maggio 2018

SITUAZIONE ATTUALE

Il trascorrere di questo mese, molto significativo dal punto di vista politico, è stato scandito da un tragico evento: il 14 maggio, in concomitanza con l’inaugurazione della nuova sede dell’ambasciata americana a Gerusalemme su decisione del Presidente USA Trump e delle sfilate di coloni per le vie della città, si è assistito ad una vera e propria strage da parte dei cecchini dell’esercito israeliano nei confronti della popolazione gazawi, che stava protestando sulle linee di confine in ricordo dei 70 anni dalla Nakba. Sono stati uccisi 59 palestinesi, di cui 6 minorenni, e circa 2800 feriti di cui anche alcuni giornalisti, medici e paramedici internazionali. Il clima di forte tensione è stato percepito in maniera più lieve nelle South Hebron Hills dove, ad eccezione di una grande demolizione che ha coinvolto vari villaggi della Firing Zone ad inizio mese, si è registrato un calo delle azioni violente da parte di esercito e coloni israeliani, probabilmente a causa dell’avvento del Ramadan, periodo in cui gli stessi pastori palestinesi tendono a rimanere per lo più all’interno delle proprie case, riducendo le possibilità di contatto con questi ultimi.

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Aprile 2018

SITUAZIONE ATTUALE

A Gaza, in occasione dei venerdì della Marcia del Ritorno, aprile si è chiuso con 47 vittime tra i palestinesi che ogni settimana si schierano sul confine settentrionale della Striscia. Tra le vittime si contano due giornalisti e numerosi minorenni.
La Marcia è iniziata il 30 marzo, in occasione della Giornata della Terra, e dovrebbe durare almeno per sei settimane, fino alla commemorazione della Nakba “la catastrofe”. I palestinesi di Gaza stanno manifestando, disarmati, ogni venerdì, per rivendicare il diritto dei discendenti dei rifugiati del ‘48 a ritornare nelle loro terre e nelle loro case, ora appartenenti ad Israele.
Anche ad At-Tuwani quest’ultimo mese si è respirata aria di violenza: dopo le numerose aggressioni di marzo, che hanno lasciato il villaggio con due persone ricoverate in ospedale, con una gamba rotta ciascuna, la tensione si era alzata parecchio. Fortunatamente, gli ultimi dieci giorni di aprile sono passati più tranquilli e una maggiore quiete ha permesso ai palestinesi di pascolare i loro greggi e lavorare al raccolto.

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Marzo 2018

SITUAZIONE ATTUALE

Durante questo mese si sono verificate molte aggressioni, sia da parte dei coloni dell'avamposto illegale di Havat Ma'On sia da parte delle forze militari israeliane.
Il mese è inoltre terminato con un'ulteriore aumento della violenza da parte dell'esercito d'Israele: in occasione dell'anniversario dello Yom Al-Ard, il Giorno della terra, commemorato il 30 Marzo, l’esercito israeliano ha schierato lungo il confine con la Striscia di Gaza circa 100 cecchini che hanno ucciso sedici palestinesi e ne hanno feriti più di mille durante una manifestazione pacifica.

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Febbraio 2018

SITUAZIONE ATTUALE

Febbraio è un mese nel quale il sole continua a splendere anche se accompagnato ancora da qualche giorno di pioggia e vento, che permettono ai raccolti di divenire sempre più abbondanti.
Inizia anche la raccolta del Kaub, un’erba utilizzata nella cucina palestinese, che insieme all’incessante pastorizia, ripopola le colline di pastori e ragazzi.
Tutto ciò però viene reso difficile dagli attacchi dei coloni e dalla sempre più pressante presenza dell’esercito israeliano che tramite dichiarazioni di “Close military zone” (aree militari chiuse in cui viene negato ogni accesso) e arresti, allontana i Palestinesi dalle proprie terre.
La costante occupazione militare del territorio si palesa anche tramite i numerosi check-point e raid notturni che durante il mese divengono frequenti.
La risposta arriva anche da parte dei ragazzi del Sumud Camp di Sarura i quali persistono nel far rivivere il villaggio e iniziano anche ad aprirsi in direzione di altri villaggi, per portare sostegno e solidarietà nei momenti più difficili. Anche questo è il Sumud, questa è la resistenza.

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