Luglio 2019

SITUAZIONE ATTUALE

SIRIA - LIBANO
In Siria continua l’offensiva dell’esercito lealista nella regione di Idlib, dove si succedono incessantemente bombardamenti compiuti dall’aviazione russa in collaborazione con quella di Assad, causando numerose vittime civili e aumentando il numero di sfollati interni (circa 400.000 secondo le fonti ONU). L’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani ha denunciato che il 27 Luglio scorso 15 persone sono rimaste uccise in un bombardamento nella città di Ariha: gli attacchi aerei infatti continuano a coinvolgere edifici residenziali e ospedali. È ormai chiaro che se l’offensiva del regime non verrà sospesa, consentendo ai civili intrappolati di evacuare l’area, il numero di morti continuerà a crescere. A livello internazionale, Papa Francesco si è esposto scrivendo una lettera ad Assad per chiedere di fermare “questa catastrofe umanitaria”.

CONDIVISIONE, LAVORO E NOVITA' SUI VOLONTARI

Luglio è stato un mese di cambiamenti per il gruppo della Colomba: volontari e amici di lunga data sono partiti mentre i nuovi arrivati hanno portato con loro energia e curiosità. La vita al campo scorre lentamente, scandita da visite alle famiglie che vivono nell’area e dagli accompagnamenti dei siriani che richiedono aiuto ai volontari per recarsi da un dottore o a un’intervista con i funzionari dell’ONU. Giorno dopo giorno, dalle parole dei siriani a cui siamo vicini, filtra tutta la loro frustrazione e senso di impotenza per un contesto che diventa sempre più complesso e ostile.
Trovare lavoro per poter comprare cibo e potersi permettere il costo di una visita medica è diventato un miraggio e molti siriani hanno paura a muoversi fuori dal campo, a causa del rischio di essere arrestati dall’esercito ai checkpoint lungo la strada o nei raid nell’area di Tel Abbas.
Il viaggio in Bekaa a inizio mese ha anche permesso ai volontari e volontarie di osservare la distruzione dei campi ospitanti tende costruite in parte in muratura, e che sono state ricostruite in plastica e legno. Inoltre l’incontro con persone impiegate in ONG e con abitanti dei campi hanno reso chiaro come i fondi, che una volta erano destinati all’emergenza della crisi siriana, si stiano sempre più velocemente ritirando, interrompendo le attività dei centri che supportano principalmente donne e bambini nella zona di Bar Elias.
Infine i volontari hanno accompagnato silenziosamente la famiglia di Ahmed, un bambino nato idrocefalo che per le cure troppo costose, nonostante i diversi aiuti arrivati, non riuscirà a sopravvivere: con dolore e serenità i genitori hanno deciso di farlo dimettere dall’ospedale, e i volontari continuano a stare accanto alla famiglia anche in questo momento difficile.

LA PROPOSTA DI PACE PER LA SIRIA

Questo mese molte energie sono state indirizzate verso la presentazione di un Report presentato in una conferenza stampa alla Camera dei Deputati, avvenuta il 25 Luglio a Roma. Il Report ha voluto portare all’attenzione dei media italiani ed europei la violazione del principio di non-refoulement (non respingimento) da parte delle autorità libanesi nei confronti dei siriani presenti sul territorio. La speranza è quella di una interruzione riguardo queste azioni illegittime, e ancora più di prima si sente il bisogno di chiedere ai decisori politici di ascoltare le voci dei profughi siriani in Libano e permettere loro un ritorno sicuro nella propria terra.
A Cracovia dal 19 al 21 Luglio, in occasione del convegno “A Global Friendship to live together in Peace”, Sheikh Abdo ha avuto la possibilità di incontrare 700 volontari della Comunità di Sant’Egidio provenienti da 18 Paesi diversi, ai quali ha raccontato del suo impegno nel pensare creativamente una strada alternativa alla violenza per coloro che vogliono tornare in Siria, e ha visto con i propri occhi ciò che rimane a testimonianza della tragedia dell’Olocausto, passando una giornata a Auschwitz e Birkenau.

Sito sulla Proposta di Pace