Dicembre 2018

SITUAZIONE ATTUALE

SIRIA - LIBANO
Il mese di dicembre vede il consolidamento sempre più forte dell’idea che la guerra in Siria sia finita e che Bashar Al-Assad ne sia uscito come vincitore.
In questo contesto, gli Emirati Arabi Uniti hanno riaperto la loro ambasciata in Siria e a metà mese gli USA hanno annunciato il ritiro delle loro truppe dal nord-est del Paese, rivendicando la sconfitta dell’ISIS.
Ciò ha comportato la ridefinizione degli equilibri nell’area e ha avuto delle ripercussioni, in particolare, sulla situazione dei curdi presenti nel nord del Paese. Le forze curde stanno stringendo un’alleanza con le truppe di Assad in risposta alla sempre maggiore mobilitazione delle forze turche.
Nel frattempo nei pressi di Idlib e al confine con la Turchia, le piogge senza tregua hanno causato delle pesanti alluvioni, delle quali hanno risentito maggiormente i siriani che vivono nei campi.


CONDIVISIONE, LAVORO E NOVITA' SUI VOLONTARI

Nel mese di dicembre sono arrivati nuovi volontari dall’Italia, alcuni si fermeranno per qualche mese, altri per un tempo più breve, ma prezioso. La stagione invernale procede e condiziona la vita del campo. A metà dicembre, le forti e continue piogge hanno causato l’allagamento della maggior parte delle tende, compresa quella dei volontari di Operazione Colomba.
Sono seguiti dei giorni di intenso lavoro per sistemare la tenda, in cui i volontari sono stati guidati e supportati da alcuni dei siriani presenti nel campo, che oltre a contribuire ai lavori manuali di sistemazione della tenda, hanno ospitato i volontari nella loro per la notte in cui si è verificato l’allagamento.
Attorno al campo persiste un clima di razzismo che più facilmente di quanto ci si possa aspettare si traduce in azioni pratiche di oppressione e intimidazione sia da parte delle Istituzioni, sia da parte dei singoli cittadini.
Pertanto, i volontari, assieme all’equipe in Italia, stanno riprogettando il registro delle violenze (serious incident log) in modo tale che possa diventare uno strumento concreto e pratico per tenere conto e denunciare le violazioni dei Diritti Umani a cui sono sottoposti i profughi siriani in Libano.
Le condizioni estreme in cui è costretta a vivere la gente del campo favoriscono un clima di tensione all’interno dello stesso che, a volte, sfocia in litigi e scontri verbali tra famiglie.
A partire da una di queste liti una famiglia molto vicina ai volontari ha rischiato di dover lasciare il campo, su ordine del proprietario della terra.
I volontari seguono con costanza le vicende di alcune famiglie siriane che non vivono al campo, ma che sono vittime di azioni intimidatorie e persecutorie.
Continua il supporto fornito ai due gruppi di medici italiani che svolgono le attività di ausilio sanitario per i siriani in Libano.
Il clima del mese è stato connotato dalla gioiosità dell’aver passato le feste con i siriani che vivono nel campo condividendo cibo tipico, auguri e qualche momento spensierato.

LA PROPOSTA DI PACE PER LA SIRIA

Nel mese di dicembre i volontari hanno continuato a mantenere i contatti con il portavoce della Proposta di Pace, Sheik Abdo, che dall’Italia sta proseguendo il suo impegno.
In seguito alla sua partenza i volontari, da una parte stanno mantenendo stretti i rapporti con chi dal Libano ha contribuito a immaginare e formulare la Proposta di Pace per la Siria; dall’altra stanno stringendo nuovi rapporti che potrebbero essere proficui per consolidare e diffondere la Proposta di Pace per la Siria.

Sito sulla Proposta di Pace