Ottobre 2018

SITUAZIONE ATTUALE

SIRIA - LIBANO
Sebbene si legga sempre più spesso che la guerra sia volta al termine, in Siria la situazione diventa giorno dopo giorno più complessa.
A Deir Ez-Zor le milizie dell’ISIS hanno combattuto contro le Forze Siriane Democratiche per riconquistare i territori alle porte della città. A Idlib, invece, gli attacchi delle forze siriane così come delle forze internazionali sono continuati fino a metà ottobre e terminati con una tregua irrisoria poiché durata solo due settimane.
Il 27 ottobre a Istanbul, i leader di Turchia, Francia, Germania e Russia hanno discusso delle sorti della Siria, all’esterno del percorso condotto dalle Nazioni Unite. Quest’incontro ha messo in luce la natura internazionale del conflitto e gli interessi sulla Siria delle diverse potenze, le scelte dall’alto che verranno prese nei prossimi mesi avranno inevitabilmente delle ripercussioni sulla società civile nel Paese e sui milioni di rifugiati. In questo contesto la Russia acquisisce sempre più un ruolo principale all’interno del conflitto e di riflesso nel panorama regionale.

Rimane centrale nel dibattito interno in Libano, così come a livello internazionale, la questione del ritorno. Testimonianze dirette e indirette confermano la mancanza di sicurezza per i siriani rientrati in Patria, in particolare gli uomini. Questi infatti, rischiano l’arruolamento per leva obbligatoria o il carcere qualora non entrino a far parte delle forze armate del regime.

CONDIVISIONE, LAVORO E NOVITA' SUI VOLONTARI

Ottobre è stato un mese molto intenso, contraddistinto dalle prime partenze dei Corridoi Umanitari dopo la pausa estiva e diverse emergenze al campo.
Le interviste e le procedure con le ambasciate e gli accompagnamenti per i vaccini, necessari per entrare in Europa, hanno scandito le settimane precedenti la partenza per Italia e Francia, concludendo così i percorsi delle famiglie.
Come di consueto gli accompagnamenti di natura sanitaria sono stati molteplici e alcune emergenze hanno impegnato i volontari sul campo. Alcuni persone sono state aiutate da una delegazione di dottori italiani, parte di un più ampio gruppo di medici che sta organizzando una staffetta per poter essere ciclicamente presente al campo e far fronte così alla sempre più pressante esigenza medica dei siriani.
Anche questo mese nel check-point di Deir Aammar è stato arrestato un ragazzo di diciannove anni. Il ragazzo, membro di una famiglia che vive al campo, è stato rilasciato tempestivamente grazie alla presenza dei volontari. Accorsi sul luogo sono riusciti a destare l’interesse di un militare che si è mobilitato per ottenere la scarcerazione.

LA PROPOSTA DI PACE PER LA SIRIA

La pressione sugli attivisti in Libano aumenta sempre più.
Le restrizioni, così come la mancanza dei diritti fondamentali, in particolare la libertà di movimento, mettono a dura prova lo svolgimento delle attività per la concretizzazione di molte idee e stimoli nati negli ultimi mesi. Un rappresentate del gruppo che ha scritto la Proposta di Pace era atteso in Italia e Francia per una serie di incontri, ma è stato bloccato all’aeroporto di Beirut. Abbiamo scelto di portate comunque avanti le attività che erano previste in Europa, testimoniando l’accaduto.
La partecipazione insieme a Sheikh Abdo alla giornata di confronto promossa dall’organizzazione libanese per il dialogo Inter-religioso, Adyan, è stato un momento ricco di spunti e di scambio con esponenti e attivisti delle diverse comunità religiose libanesi.

Sito sulla Proposta di Pace