Settembre 2018

SITUAZIONE ATTUALE

SIRIA - LIBANO
Nella vicina Siria la situazione non accenna a migliorare. Le condizioni che hanno portato la gente a scappare sono ancora immutate, in più, nel mese di settembre, il governo ha assediato Idlib, ultima roccaforte dei ribelli in cui sono presenti diversi gruppi terroristici. La popolazione locale vive minacciata dai jihadisti da una parte e dalle bombe del governo dall’altra. Raid militari siriani e russi hanno colpito la zona, per il momento Turchia e Russia hanno concordato la fine dei combattimenti. Intanto, i rifugiati che provano a tornare vengono quasi sistematicamente arrestati al confine o ai posti di blocco interni, subiscono torture in carcere e in alcuni casi si perdono le notizie su di loro. Tantissime sono le storie e le testimonianze raccolte dai volontari su questo argomento.


CONDIVISIONE, LAVORO E NOVITA' SUI VOLONTARI

Anche nel mese di settembre, con l’autunno che non vuole arrivare, la vita dei volontari è continuata secondo i ritmi del campo.
Proseguono gli accompagnamenti per motivi medici e sono ricominciati quelli per il progetto dei Corridoi Umanitari, tramite il quale alcune famiglie del campo e nei dintorni di Tel Abbas partiranno a breve.
I siriani, così come le notizie dei quotidiani, riportano la riapertura della via del mare per raggiungere l’Europa sui barconi, una via incerta ma alla quale in molti facevano accenno per uscire dalle sofferenze quotidiane in Libano. Nella seconda metà di settembre, infatti, una piccola imbarcazione è naufragata a poche miglia dalla costa libanese di Minieh, vicino a Tel Abbas, ed un bambino ha perso la vita. Questo tragico evento ha generato domande, da parte dei profughi, e un clima di incertezza e paura.
La disperazione e la stanchezza della gente sono sempre più evidenti, acuite dalle innumerevoli pressioni esterne che i rifugiati subiscono da parte di un Paese in grosse difficoltà.
Un ragazzo minorenne divenuto disabile a causa della guerra, è stato arrestato al check-point di Deir Aammar, nei pressi di Tripoli, mentre tornava a casa da un ricovero in ospedale, e rilasciato tempestivamente grazie all’intervento immediato e alle pressioni di diverse organizzazioni internazionali, impedendo ulteriori violazioni dei diritti della persona.
In questo clima sempre più pesante, la nostra attenzione si rivolge anche alla comunità libanese di Tel Abbas, con la quale cerchiamo di entrare in contatto per conoscerla e costruire un dialogo tra le due parti.

LA PROPOSTA DI PACE PER LA SIRIA

Tante idee ed incontri arricchiscono il percorso della società civile siriana verso la realizzazione della Proposta di Pace, che noi come Operazione Colomba sosteniamo e supportiamo ritenendola fondamentale.
Il gruppo di lavoro sulla Proposta di Pace inizia a delineare dei percorsi di confronto e di approfondimento tra i siriani rifugiati in libano, per aiutarli a rielaborare il conflitto e di conseguenza il dolore, al fine di porre le basi e i presupposti per la costruzione di una società civile capace di rendere concreta questa proposta.

Sito sulla Proposta di Pace