Aprile 2018

SITUAZIONE ATTUALE

SIRIA - LIBANO

Il mese di Aprile è stato drammaticamente intenso sui vari fronti della guerra siriana. Nella Ghouta orientale, situata nella periferia di Damasco, è proseguita la stretta dei militari governativi sui quartieri ancora in mano alle milizie islamiste ribelli. In particolare Duma, sede della sigla Jaish al Islam-Esercito dell’Islam, è stata l’ultima area a raggiungere un accordo sull’evacuazione verso la regione di Idlib, roccaforte delle opposizioni sia laiche che radicalizzate. A trattative in corso è stata fatta esplodere una bomba al cloro, che ha causato almeno 70 morti e 500 intossicati. Come risposta a questo attacco chimico, il Presidente americano, con il sostegno di Regno Unito e Francia, ha lanciato una controffensiva, colpendo almeno tre obbiettivi strategici per la Siria.
Nel frattempo continuano raid aerei nell’area di Idlib, che sembrano essere il preludio per un’offensiva definitiva nella zona. Questo fronte nordoccidentale è particolarmente complicato, in quanto la città è divisa fra due schieramenti di ribelli in lotta tra loro.

Dopo la conquista di Aleppo lo scorso anno, e la presa di Damasco orientale nell’ultimo mese, il regime degli Assad consolida le sue posizioni nelle principali città siriane, e a dispetto di molte apparenze, nessuno degli Stati occidentali è seriamente interessato a cambiare i rapporti di forza sul terreno, saldamente in mano all’asse Assad-Russia-Iran-Hezbollah libanesi.

CONDIVISIONE, LAVORO E NOVITA' SUI VOLONTARI

Aprile è il mese che precede le prime elezioni politiche in libano dopo nove anni. Si respira un clima di grande tensione, tanto che è stato emanato un divieto di circolazione per siriani e palestinesi in concomitanza con le elezioni politiche.
Al campo l’apparente serenità quotidiana si rompe a metà del mese con l'arrivo di un gruppo di soldati libanesi che intimano a due famiglie siriane di lasciare la loro tenda e andarsene. Dopo l'ultimatum di due giorni arrivano al campo due camionette dell'esercito insieme ad un gruppo di libanesi, proprietari di terreni, tende e garage della zona, e iniziano a distruggere le due tende, senza possibilità di dialogo. I volontari fanno foto e video, fanno domande ai soldati, cercano di capire il motivo di quest'ordine, ma solamente l'intervento di un impiegato della municipalità di Tel Abbas riesce a fermare lo sgombero, mediando con l'esercito.
Per tutto il mese i volontari di Operazione Colomba visitano le famiglie siriane del campo e altre famiglie di profughi in situazioni di forte bisogno che vivono nelle vicinanze. In particolare sono due i casi medici a cui i volontari si occupano maggiormente: una nuova famiglia arrivata al campo da poche settimane il cui padre ha avuto numerosi attacchi epilettici, molto probabilmente legati alle terribili torture subite in una prigione siriana; e una bambina di dieci anni mancata in seguito ad una malattia ematologica non curata a causa delle spese troppo ingenti. Questo episodio rinforza la consapevolezza che la vita dei profughi sia troppo precaria e senza rispetto dei diritti fondamentali.
È stato inoltre un mese ricco di incontri con delegazioni provenienti dall'Italia: un gruppo del Servizio Civile Internazionale (SCI) e un gruppo da Valdagno (VI), che ha accolto una famiglia di siriani arrivata tramite i corridoi umanitari. Per loro è stato importante vedere direttamente le condizioni in cui vivono i profughi.

La Proposta di Pace per la Siria

Durante il mese di Aprile i volontari di Operazione Colomba si sono impegati a ottenere il visto Schengen per il portavoce della Proposta di Pace dei profughi siriani in Libano, tramite l'ambasciata italiana a Beirut. Il portavoce rimarrà in Europa fino a metà maggio.

Sito sulla Proposta di Pace.