Gennaio 2017

SITUAZIONE ATTUALE

SIRIA - LIBANO
Da fine dicembre è in vigore in Siria una tregua proclamata da Russia, Turchia ed Iran, a cui sono seguiti dei colloqui ad Astana, Kazakistan che di fatto hanno ridisegnato le influenze esterne nella guerra, escludendo gli USA e dando un ruolo secondario ai Paesi del golfo. Attraverso le conoscenze che abbiamo tra i profughi siamo riusciti a far arrivare la Proposta di Pace anche a questo Tavolo, sapendo che difficilmente saranno ascoltate le richieste dei civili che non combattono ma anche che una pace fatta senza loro sarà ingiusta. Per ora la tregua regge.

CONDIVISIONE, LAVORO E NOVITA' SUI VOLONTARI

Sono arrivate pioggia, freddo e grandine.
La temperatura di notte è scesa sotto zero: le famiglie si sono risvegliate in un campo allagato o coperto dal ghiaccio della grandine. Le tende nel campo di Tel Abbas sono sempre meglio isolate dal freddo, ma in alcune tende l’acqua è entrata comunque.
Una delle nostre volontarie ha raccolto dei fondi nella sua città, a Modena, e dopo aver chiesto alle mamme del campo un consiglio su come usare le donazioni, abbiamo comprato scarpe e vestiti da pioggia per tutti i bambini del campo.
Continuano gli arrivi di famiglie dalla zona di Aleppo in Libano. Anche se i confini sono chiusi ci sono ancora alcune zone in cui, pagando e indebitandosi, è possibile passare. Negli ultimi giorni di pioggia siamo andati in visita da un gruppo di sette famiglie provenienti dalla zona di Aleppo. Vivono in tende, strutture di fortuna, appena costruite con solo un telo di plastica per dividere dal terreno freddo e infangato. Il padre di una di queste famiglie ci racconta di essere in Libano da un paio di anni, lavorava e viveva a Beirut. È finito a vivere in quelle tende dopo essersi indebitato per far arrivare tutta la sua famiglia, 9 figli, ancora bloccati ad Aleppo. La persona con cui si è indebitato lo tiene a vivere nel campo, in una tenda e lo fa lavorare nei campi del padrone del terreno, a raccogliere patate. Anche una delle figlie maggiori deve lavorare. Ha otto anni. Tutte le persone che vivono lì sono indebitate con lo shawish del campo, non conoscono neanche l’entità di una cifra che non sanno come e quando finiranno di pagare.
Lo shawish è il responsabile del campo e ha la funzione di mediatore con il padrone della terra e con attori e organizzazione che portano e distribuiscono aiuti. Sempre più spesso le persone, in particolare le ultime arrivate nei campi, ci dicono che gli aiuti umanitari consegnati agli shawish per la distribuzione nel campo non raggiungono tutte le famiglie.
Le famiglie provenienti da Aleppo ci raccontano che da quando la città è controllata dalle forze del regime, case e negozi vengono razziati ogni giorno. I civili vengono fermati per strada dalle milizie, a volte formate da ragazzini di 15 o 16 anni: si può essere derubati o uccisi in esecuzioni pubbliche.
Abbiamo continuato gli accompagnamenti in ospedale cercando di aiutare le famiglie a muoversi tra una burocrazia disordinata ed inaccessibile, gli alti costi della sanità libanese e la paura di avere problemi con l’esercito durante gli spostamenti.
Gennaio è stato un mese intenso e ricco di emozioni: a fine mese alcune famiglie sono partite per l’Italia, dove ad aspettarle hanno trovato volontari della Colomba, persone che si sono rese disponibili all’accoglienza e, in alcuni casi, fratelli e nipoti. Tra queste la famiglia di Abu Abdo, che in pratica ha sostenuto la presenza della Colomba in Libano in mille modi, aiutandoci a gestire la tenda, offrendoci mille pranzi e colazioni, giocando a carte, sognando insieme un futuro con più speranza per la sua famiglia e per le famiglie qui attorno... freddo, risate, speranze, pianti e paure, il pane di ogni giorno.