Settembre 2016

SITUAZIONE ATTUALE

Il mese di settembre in Siria è stato caratterizzato dal violento assedio su Aleppo Est da parte dell'aeronautica russa e dell'esercito di Assad. Gli attivisti denunciano l'uso di armi proibite dalle convenzioni internazionali, tra cui i barili bomba e bombe incendiarie, sganciate con il deliberato intento di colpire i civili senza distinzione; i principali media arabi denunciano la morte di centinaia di persone, tra cui molti bambini. Sempre Al Jazeera dichiara che in tutta Aleppo sono rimasti operativi solo 30 medici e che due giorni fa è stato bombardato e distrutto l'ospedale più grande della città; tutti i generi di prima necessità, come acqua, cibo e medicine, scarseggiano nelle aree controllate dal regime; nelle aree sotto assedio non possono entrare aiuti umanitari di nessuna organizzazione internazionale e si sono verificati attacchi ai convogli in viaggio verso Aleppo.

CONDIVISIONE, LAVORO E NOVITA' SUI VOLONTARI

La vita in Libano, per i profughi siriani, è sempre molto precaria.
Il lavoro scarseggia e i controlli dell'esercito sono costanti sulle strade della regione di Akkar, mentre non si sono verificati raid dell'esercito tenda per tenda, come in passato; tuttavia i siriani hanno molta paura ad uscire dall'area del campo e questo diminuisce ulteriormente le loro possibilità di trovare un impiego.
Le temperature sono ancora abbastanza gradevoli, ma l'inverno si sta avvicinando e le tende necessitano di interventi strutturali per prepararsi alle temperature più rigide.

Per buona parte del mese di settembre la presenza di Operazione Colomba in Libano è rimasta chiusa e quando i volontari si sono ripresentati al campo, sono stati accolti in maniera estremamente calorosa: “Il campo senza italiani è vuoto e triste”, ripetevano in molti.
In questi primi giorni di presenza i volontari sono stati impegnati nel riprendere i rapporti con i vari soggetti istituzionali e con le famiglie del campo, lavorando in particolare sul rafforzare le relazioni tra siriani e istituzioni.
Sono state ricevute molte richieste da parte di persone che vorrebbero viaggiare verso l'Europa attraverso i “Corridoi Umanitari”, un'esperienza positiva che sta avendo una forte eco tra i siriani residenti in Libano.