Giugno 2016

SITUAZIONE ATTUALE

Situazione in Siria e Libano

In Siria si continua a morire a causa dei bombardamenti aerei il cui obiettivo sono principalmente i civili; dalle città assediate è impossibile dare notizie ai familiari sfollati e continuano ad essere colpiti anche ospedali e presenze umanitarie internazionali. Attivisti siriani locali raccontano della crescente barbarie dello stato islamico nelle città da esso controllate come Raqqa e Deir Er Zor e di come i raid aerei della coalizione russa e dell'aviazione del regime continuino ad utilizzare bombe a grappolo e barili esplosivi commettendo crimini di guerra. Dal fronte dell'assedio di Aleppo si registra un avanzamento delle forze del regime che con l'aiuto degli alleati hanno completamente accerchiato la città conquistando anche l'ultima via d'accesso alla città; un avanzamento che impedisce definitivamente l'entrata e l'uscita degli abitanti e di eventuali aiuti destinati alla popolazione ormai allo stremo.

Il 27 Giugno si sono verificati attacchi terroristici nel villaggio di Qaa, nella regione di Hermel, nel nord del Libano. I due kamikaze, dopo aver sparato ai civili, si sono fatti esplodere tra la folla provocando la morte di cinque persone. Questo episodio ha avuto ripercussioni soprattutto sui siriani che vivono nei campi profughi e che sono stati oggetto di arresti da parte dell'esercito libanese. Sono anche aumentati i controlli da parte delle forze dell'ordine, limitando ulteriormente la libertà di movimento dei rifugiati.
Secondo alcuni analisti i militanti dello stato islamico stanno diversificando i loro attacchi, colpendo anche i civili oltre ad obiettivi istituzionali e militari.

CONDIVISIONE, LAVORO E NOVITA' SUI VOLONTARI

Il mese di Giugno per la comunità musulmana è stato il periodo del Ramadan, un mese sacro che i siriani in Libano sono costretti a vivere, ormai da cinque anni, nei campi profughi lontano da casa.
Il clima di festa ha comunque permesso ai volontari di Operazione Colomba di consolidare i legami con la comunità. Non sono comunque mancati gli accompagnamenti in ospedale e negli ambulatori della zona. Quella sanitaria è tra le emergenze quella più difficile da affrontare dal momento che l'accesso alle cure è subordinato al pagamento delle prestazioni.
Nell'ambito della loro presenza i volontari hanno iniziato una mappatura dei servizi offerti dalle ONG presenti nella regione di Akkar che possono offrire sostegno sanitario accessibile.
Si sono inoltre verificati degli episodi terroristici in un villaggio a circa due ore di macchina dall'area in cui vivono i volontari e questo ha inasprito la tensione tra i rifugiati e le comunità libanesi coinvolte. Si registra un aumento dei controlli e degli arresti di siriani da parte dell'esercito libanese. Tra le attività dei volontari di Operazione Colomba c'è stato dunque anche un lavoro di raccolta delle testimonianze di coloro che hanno subito ingiustizie nell'ambito di queste azioni.