Aprile 2016

SITUAZIONE ATTUALE

Situazione in Siria e Libano

In Siria i fragili spiragli di pace che si erano nel mese scorso sono stati drasticamente spazzati via dalla ripresa dei combattimenti ad Aleppo.
Verso la metà del mese di Aprile è stata violata la tregua, in vigore dal 27 febbraio, con il bombardamento di Aleppo da parte delle forze del presidente Bashar al Assad. Alcuni gruppi dell’opposizione armata in risposta agli attacchi hanno chiesto alle Nazioni Unite di interrompere i colloqui di Ginevra in corso, minacciando di abbandonare del tutto le trattative vista la mancanza di progressi.

Gli attacchi dell’aviazione siriana e le rappresaglie dei ribelli hanno colpito la città senza sosta, spingendo nuovamente migliaia di persone ad abbandonare le proprie case.
Uno dei bombardamenti ha colpito anche un ospedale supportato da Medici Senza Frontiere uccidendo medici e pazienti, tra cui i bambini del reparto pediatrico.
È caduto nel vuoto l'invito dell’inviato speciale delle Nazioni Unite per la Siria, Staffan de Mistura, a rispettare il cessate il fuoco. Anche il tentativo del Segretario di Stato americano, John Kerry, arrivato a Ginevra per cercare di salvare la tregua ed estenderla anche ad Aleppo, finora non ha prodotto alcun risultato.
Gli Stati Uniti hanno inoltre deciso di inviare altri militari in Siria per supportare le milizie locali nella lotta contro il gruppo Stato islamico, intervento definito “illegale” da parte del regime di Assad.

Brutte notizie per i Siriani anche dal Libano dove è stato scoperto uno strutturato traffico di donne  profughe opera di una banda di sfruttatori che le costringevano a prostituirsi. Le vittime, salvate dalla polizia di Beirut, erano tenute sequestrate e sottoposte anche a torture.

CONDIVISIONE, LAVORO e NOVITA' SUI VOLONTARI

In questo mese i volontari di Operazione Colomba si sono preparati per tornare nel campo profughi di Tel Abbas dopo la pausa dovuta alla gestione e organizzazione del “Canale Umanitario”.
Nel frattempo hanno continuato a seguire l'accoglienza in Italia delle famiglie arrivate il mese scorso.  

A Reggio Emilia l’accoglienza funziona molto bene e ogni giorno le famiglie ricevono visite da persone che ormai possono dirsi amiche. A Brescello in particolare diverse signore vanno a prendere quotidianamente il tè a casa di A.
Molte famiglie italiane hanno già cenato a casa loro e hanno potuto apprezzare la cucina siriana. Altre volte invece è stata la famiglia di A. ad essere invitata a cena. I bambini apprezzano chiaramente la pizza ma in generale non sembrano entusiasti della cucina italiana.
I bambini in età vanno tutti già a scuola da un mesetto ed è notevole la velocità con cui apprendono l’italiano. Anche gli adulti stanno seguendo un corso di italiano due volte alla settimana.
A livello burocratico la situazione si è un po’ stabilizzata, attendiamo solo l’intervista con la commissione, che deciderà sulla loro futura permanenza in Italia, ma non ci dovrebbero essere problemi.
Anche i giri in ospedale sono terminati, unica eccezione Brescello, dove è finalmente nato il piccolo Khaled!

Nella piccola comunità parrocchiale di Leinì, in provincia di Torino, è continuato nel percorso di conoscenza reciproca e di approfondimento delle varie culture. Diversi sono stati i momenti di condivisione con la Comunità locale: le feste di compleanno di alcuni componenti della famiglia, una cena di autofinanziamento organizzata dalla Comunità locale, partite a calcetto.
Sono iniziati i corsi d’italiano, H. ha iniziato un corso di laboratori video/radio e le sorelle sordomute proseguono la loro partecipazione al corso di cucina e al corso di linguaggio dei segni. Si sono dilettate nella preparazione di ottimi tortini al cioccolato e delle loro prime tagliatelle all’uovo che abbiamo gustato tutti insieme a casa Ferrero.
M. ha iniziato un corso di scacchi e ha fatto la prima visita fisiatrica, mentre il piccolo N. ha potuto iniziare a frequentare l'asilo comunale.
Nelle prime settimane del mese la Commissione Territoriale per il Riconoscimento della Protezione Internazionale della Prefettura di Torino ha ricevuto tutti i membri della famiglia. E’ stato un momento molto importante e sentito da tutto il nucleo familiare e dai volontari che li hanno accompagnati in questo significativo passaggio.
La piccola M. di 1 anno ha regalato a tutti momenti di sana gioia e leggerezza: ha fatto i suoi primi passi!

Anche a Trento l’accoglienza dei siriani procede a gonfie vele, dopo un primo mese intenso e talvolta difficile, siriani e volontari hanno preso il ritmo e collaborano insieme per portare avanti tutti gli impegni e gli sforzi che una “nuova vita” pone.
Molte persone della comunità si sono fatte coinvolgere in questa muhamara kbira (grande avventura) ed il clima è sempre positivo e propositivo. I bambini vanno tutti all’asilo e a scuola e imparano così in fretta che a volte lasciano tutti a bocca aperta. I grandi continuano con le lezioni di italiano oltre che a cimentarsi in varie altre attività: il grande orto sotto casa, il pollaio, la sistemazione delle biciclette che poi usano per muoversi autonomamente. C’è una grande fiducia rispetto al futuro anche se non mancano i momenti difficili legati alle brutte notizie che arrivano dalla Siria: è arrivata purtroppo la terribile notizia che durante i bombardamenti ad Aleppo è morto il marito della sorella di una delle mamme ospitate.