Marzo 2016

SITUAZIONE ATTUALE

Situazione in Siria e Libano

Dopo cinque anni, più di trecento mila morti e milioni di profughi, finalmente si intravedono spiragli per una pace. A partire da fine febbraio è stata dichiarata una tregua in Siria, imposta da Russia e Stati Uniti, che non riguarda però i combattimenti contro l'Isis e contro Jahbat Al Nusra.
Ad inizio marzo è stato presentato il piano russo per il futuro della Siria, per voce del Ministro degli esteri Riabkov: una Repubblica Federale, divisa in tre parti, tra sunniti, curdi e governo siriano di Assad, in base a criteri etnico-religiosi. Il 15 marzo la Russia ha annunciato il ritiro, dopo mesi di attacchi aerei, cominciati nel settembre 2015, anche se mantiene in Siria la base aerea di Hmeymim e la base navale di Tartus in piena efficienza.

L’Isis ha perso terreno in Siria, e la riconquista da parte di Damasco di Palmira, punto più occidentale della Via della Seta, a fine marzo, ha assunto un valore strategico e simbolico. Una vittoria di Assad e del suo “amico” Putin, che rivendicano così di fronte agli Usa e all’Europa il ruolo di alleati credibili ed efficaci nella lotta all’Isis, rafforzando la loro posizione al Tavolo di Ginevra.
Si calcola che in questo mese l'Isis abbia perso circa mille uomini e il 40 per cento del territorio che controllava. Secondo uno studio del Centro internazionale di controterrorismo, il 30% dei 4.000 cittadini europei, che erano andati a combattere in Siria con gruppi jihadisti, è ritornato in Europa.
Infine sono ripresi i negoziati a Ginevra.

CONDIVISIONE, LAVORO e NOVITA' SUI VOLONTARI

Nel mese di marzo i volontari di Operazione Colomba del progetto Libano sono rimasti in Italia per aiutare le famiglie arrivate con il primo Canale Umanitario ad inserirsi nei diversi contesti. L'accoglienza è stata preparata in tre realtà distinte: a Trento, a Reggio Emilia e a Torino.

Trento

A Trento sono arrivate 20 persone appartenenti allo stesso gruppo famigliare. Di queste, 16 sono bambini, dai tre mesi agli otto anni.
La Caritas diocesana di Trento ha messo a disposizione due grandi case nel complesso residenziale di San Nicolò di Ravina, dove vivevano già delle suore, un gruppo di richiedenti asilo africani e una famiglia italiana. Circondate da ettari di campagna e immerse nel verde in una tranquilla zona di Trento ovest, hanno l'unico difetto di essere un po' lontane dal centro e non servite dai mezzi pubblici. Uno degli appartamenti è stato riservato ai volontari di Operazione Colomba, che possono seguire così dall'interno il progetto di accoglienza: i volontari della zona che seguono questo progetto sono una decina, ognuno dedica il proprio tempo disponibile fermandosi anche a dormire. La risposta della comunità al loro arrivo è stata molto positiva, grazie anche all'eco mediatico che ha avuto questo Canale Umanitario. Molte persone hanno voluto venire a trovare i siriani, portando vestiti e oggetti per la casa. In particolare stiamo cercando di farli integrare presso le parrocchie limitrofe di Ravina e Piedicastello. Anche la risposta delle Autorità è stata positiva e sono passati in visita il Presidente della Provincia che il Vescovo, responsabili dell'accoglienza. Dopo qualche giorno di ambientamento, i siriani stanno prendendo confidenza con la casa e il territorio. Sono state avviate tutte le pratiche per ottenere i permessi di soggiorno. Gli adulti hanno iniziato il corso di italiano e per tenere i bambini durante le lezioni si sono prontamente proposti vari gruppi di ragazzi come gli scout e i gruppi parrocchiali. Le tre bambine in età scolare hanno intrapreso un percorso di inserimento per poter andare in classe già in quest'anno scolastico. I bambini di poco più piccoli invece saranno presto inseriti alla scuola materna.

Un appello da Trento

Ciao a tutti.
Come sapete, dal 29 febbraio molti dei profughi siriani con cui condividevamo la vita del campo profughi di Tel Abbas sono arrivati in Italia attraverso un Corridoio Umanitario. Un gruppo è arrivato anche a Trento, dove continua una specie di presenza al loro fianco. Nicola e Giacomo hanno scelto di vivere vicino a loro e a turno molti volontari si danno il cambio perché le cose da fare in questo primo periodo di ambientamento sono tante... ma con le sole forze trentine non c'è la facciamo a coprire tutto il tempo e per questo chiediamo una mano a chi di voi avesse una settimana o semplicemente qualche giorno di disponibilità! Il referente per i volontari della colomba è Fabrizio Bettini, che qualcuno di voi già conosce, per disponibilità o domande potete contattarlo: Cell. 328.9129484 oppure E-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
ciao e grazie.

Torino

L'accoglienza a Torino, all'interno della comunità parrocchiale di Leinì, è frutto di un lavoro di rete iniziato nell'Estate 2015 da un gruppo misto di volontari di Operazione Colomba e persone provenienti da altre realtà associative interessate a dare la loro disponibilità. Nei mesi successivi si è preparato il terreno tramite incontri di formazione specifici sulla Siria e sul contesto culturale da cui la famiglia siriana ospitata proveniva.
La comunità parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo di Leinì ha iniziato mettendo a disposizione Casa Ferrero, dietro la Chiesa, e trovando, tramite borse lavoro sostenute dal Comune, il finanziamento per ristrutturarla.
Nell’ultimo incontro abbiamo proiettato le foto e raccontato alcuni dettagli della vita della famiglia accolta con i suoi dieci membri. Di conseguenza questi rifugiati sono uscite dall'anonimato per iniziare una relazione personale, calda e molto umana con tutti i volontari della zona e con la comunità.
Ha poi preso vita il Coordinamento di Enti e persone che sostengono la loro accoglienza, e di cui fa chiaramente parte anche la famiglia siriana. Il Coordinamento ha organizzato gli spostamenti in automobile per quanto riguarda i documenti della richiesta di asilo politico, la scuola della lingua dei segni per le due signore sordomute, le lezioni di italiano, le visite mediche e il lavoro per l’ottenimento della tessera sanitaria. Le persone che soffrono per disabilità seguiranno un percorso di terapia e riabilitazione e per il ragazzo più giovane si sta preparando un percorso di laboratori nelle scuole.
Ognuno ha portato un contributo a seconda delle proprie possibilità in termini di tempo e di energia a disposizione, ma nessuno si è tirato indietro e se oggi questa accoglienza cammina è grazie al contributo inestimabile di tanti.

Reggio Emilia

Il nucleo familiare giunto nella bassa reggiana si compone di un padre e di una madre, delle famiglie dei loro figli e della famiglia di un loro nipote, per un totale di 21 persone. In questo territorio le famiglie non vivono tutte insieme, ma abitano in paesi differenti molto vicini fra loro (Brescello, Santa Vittoria di Gualtieri, Bagnolo, Novellara). Il progetto è coordinato dalla Caritas di Reggio Emilia.
In questo mese è stato necessario spostarsi continuamente: visite mediche, vaccinazioni, viaggi in questura, incontri in Caritas, visite ai parenti. L'impegno dei volontari di Operazione Colomba è stato sopratutto quello di non far sentire i siriani soli e per quanto possibile, farli sentire a casa loro.
Abbiamo fatto visite di cortesia nei loro nuovi appartamenti e fatto conoscere loro le persone del paese. Dopo un mese di accoglienza possiamo dire che una partecipazione così importante (da parte dei volontari, ma soprattutto da parte delle comunità ospitanti) era imprevedibile.
Non sono mancate nemmeno le occasioni per i nostri amici di far conoscere la propria storia e il lungo percorso che li ha accompagnati fin qui.
Sono stati invitati in una scuola della zona per raccontare la loro storia e quella del loro Paese. Durante l'incontro un alunno ha chiesto a K., giovane papà di 19 anni, qui con la moglie e i due bimbi, se non fosse giusto combattere e la risposta è stata: “La libertà è una cosa talmente grande che non si può conquistare con le armi!”.