Febbraio 2016

SITUAZIONE ATTUALE

Situazione in Siria e Libano

Sono continuati i bombardamenti russi che hanno ridato fiato e forza al governo di Damasco in vista dei negoziati futuri e creato nuove ondate di profughi da Aleppo verso la Turchia.
La Turchia da parte sua ha continuato a bombardare le postazioni curde in Siria e l'Arabia Saudita si è detta pronta ad intervenire con truppe di terra per fermare l'Isis.

Sullo sfondo rimane la proposta americana di un cessate il fuoco, che non riguarda comunque Isis e jabat al Nusra, che non sono invitate neppure ai negoziati di Ginevra in quanto organizzazioni terroristiche.
In Libano continuano le ondate di arresti di profughi siriani senza permessi.

CONDIVISIONE, LAVORO e NOVITA' SUI VOLONTARI

Partiamo dalla fine: il 29 Febbraio si è aperto il primo Corridoio Umanitario italiano e quindi tutto il campo profughi di Tel Abbas è stato svuotato: come volontari abbiamo vissuto con loro al campo, siamo stati in aereo con loro e viviamo con loro a Trento, Reggio Emilia e Torino, in Italia.  
La sera della partenza è stata apocalittica, con persone che piangevano perché partivano verso un futuro non conosciuto e persone che piangevano perché vedevano partire un amico che non sanno se rivedranno più. Poi, arrivati in Italia, la felicità e la liberazione della fine della paura, oltre a decine di giornalisti e i volontari che sono venuti a Roma per accogliere ed abbracciare gli  amici siriani: d'ora in poi c'è un nuovo inizio, problemi più normali, scuola, lavoro…
Oltre alla vita quotidiana siamo riusciti a far incontrare un gruppo di rappresentanti dei siriani profughi in Libano con funzionari dell'UNHCR per portare le proprie richieste non solo in materia di aiuti ma anche in riferimento alla possibilità di un ritorno in Siria in zone sicure: anche se al momento non è possibile, dicono i siriani profughi, vogliamo dire la nostra sulla guerra e affermare il nostro diritto a prendere parte ai negoziati, dato che non ci sentiamo rappresentati dalle forze che stanno distruggendo la Siria.
Per ora è un primo passo, in futuro rendere concreta una delle loro richieste più forti: non siamo profughi, siamo esseri umani e per vivere abbiamo bisogno di umanità, non solo di aiuti.
E gli esseri umani sono liberi, anche dalla paura, di decidere come deve essere il loro Paese.