Ottobre 2015

SITUAZIONE ATTUALE

In Siria la guerra è ormai diventata mondiale.
Nei cieli della Siria volano, con carichi mortali, aerei di 16 diverse nazioni , con l'intervento della Russia , si contano più di 600 morti, più di 200 civili, di cui un quarto, 50, bambini. Primo effetto è che ci sono 120.000 nuovi profughi che scappano verso l'Europa. Tre sono i fronti caldi: l'area di Homs, in cui si sono concentrati i bombardamenti russi, l'area di Damasco e l'area di Aleppo, città sotto assedio dell'ISIS e del governo di Assad. A Vienna diciassette Paesi sono da fine ottobre riuniti per il futuro della Siria. L’obiettivo dei colloqui è gettare le basi di un accordo politico che metta fine ai combattimenti e definisca le sorti dell’attuale regime del Presidente Bashar al Assad.
Dopo una riunione preliminare tra i ministri degli esteri di Stati Uniti, Russia, Turchia e Arabia Saudita, l’incontro coinvolgerà delegati dell’Unione europea, delle Nazioni Unite e di diciassette Paesi, tutti considerati “attori rilevanti” della crisi, come ha spiegato l’alta rappresentante della politica estera dell’Ue, Federica Mogherini. Non sono presenti rappresentanti dell’opposizione siriana.
Intanto, dal porto di tripoli, per tutto il mese sono continuate a partire per mare persone (circa 8.000) che fuggono dalla guerra per raggiungere l'Europa.

CONDIVISIONE, LAVORO E NOVITA' SUI VOLONTARI

Nel mese di ottobre, in Akkar, la regione del nord Libano in cui viviamo, sono continuati gli effetti delle scelte politiche del governo libanese di rendere difficilissima la permanenza dei profughi siriani: l'impossibilità di pagare i documenti; l'arresto, da parte dell'esercito, di tutti gli uomini del campo di Minyara, a dieci minuti da Tel Abbas, poi rilasciati.
Vi è stato inoltre l'inizio di un periodo di piogge molto intense con allagamenti ovunque. Continuano ad arrivare, clandestinamente, persone che scappano dall'area di Homs, sotto pesanti bombardamenti da parte del governo di Damasco e dei russi.
Siamo stati quattro settimane lontani dal campo e il ritorno è stato molto caldo, sia per il clima, pare ancora estate, sia per la bellezza di rivedersi e rincontrarsi. La prospettiva di prendere parte al viaggio in Italia ha, ovviamente, dato molta speranza alle tante persone coinvolte, pur portando domande difficili: a chi dare priorità? Come continuare? che proposta fare a chi non vuole o non può partire?
A questo si aggiunge una mancanza di volontari che diano disponibilità a tempi lunghi, vedremo, il futuro è tutto ancora da scrivere...