Settembre 2015

SITUAZIONE ATTUALE

La situazione in Siria continua, se possibile, a peggiorare.
L'ingresso in guerra, con ulteriori bombardamenti, di Francia e Russia fa salire a 16 le nazionalità dei vari aerei che affollano il cielo siriano per portare bombe a una popolazione stremata e che continua a fuggire. La guerra, come sostiene una amica siriana, non c'entra quasi più nulla con la Siria, che ora è venduta a russi, iraniani, sauditi, turchi...

Fa impressione, dal punto di osservazione di un campo profughi, che a casa nostra si parli solo di paura dell'Isis, (creata dalla CIA) o di paura di essere invasi dai profughi. A questo proposito sono sempre più numerosi quelli che partono di notte per mare, clandestinamente, dal porto di Tripoli, mezz'ora dal campo di Tel Abbas. L'ONU parla di qualche migliaio di persone a settimana.

CONDIVISIONE, LAVORO E NOVITA' SUI VOLONTARI

Da metà settembre siamo tornati in Italia, ulteriore formazione per i volontari e lavoro per preparare un “canale umanitario”. Un cosa?
Ora se ne può parlare: per mesi è stata un'idea, una possibilità quasi impalpabile, inesistente, una proposta piena di "magari" e di dubbi. Da qualche giorno però l'Italia, attraverso il suo governo, ha aperto un canale umanitario per i profughi siriani in libano, poco più di 150 persone per ora, tra cui 50 segnalate da noi come Operazione Colomba.
Queste persone, che non avevano come tanti altri futuro né in Libano né tantomeno in Siria, verranno in Italia, ospitate dalla Caritas di Trento e Reggio Emilia, dalla Provincia di Trento e dalla Comunità Papa Giovanni XXIII, grazie al lavoro di intermediazione della Comunità S.Egidio e dell'unione delle Chiese Evangeliche. Nelle prime settimane di settembre, come pure, con molta discrezione nei mesi precedenti, abbiamo proposto ad alcune famiglie con cui viviamo di essere parte di questo primo gruppo di persone accolte in Italia; il criterio che abbiamo scelto è stato di dare priorità a chi aveva problemi sanitari difficili da affrontare in Libano come profughi e a chi già si preparava a viaggiare per mare, rischiando di nuovo la vita e senza certezze. Ancora non c'è una data certa, ma speriamo entro fine anno di fare il primo viaggio.