Dicembre 2018

SITUAZIONE ATTUALE

Siamo giunti a dicembre, mese di bilanci e di prospettive per il futuro. Un bilancio, quello della Colombia per il 2018, che non è stato nel suo complesso positivo se non per alcuni aspetti legati al ritiro delle FARC come gruppo armato e alla conseguente cessazione degli scontri a fuoco.
Nonostante questo, il Paese, soprattutto nei suoi angoli più o meno remoti, ma anche strategici, non ha potuto vivere in pace. Gli attacchi ai leader sociali non sono cessati.
Dall’inizio dell’anno a fine novembre sono stati assassinati, secondo un documento di Indepaz, 226 difensori/e dei diritti umani.
Nonostante gli incontri tra il Governo e la guerriglia dell’ELN in seno alle trattative in corso, prima a Quito e ora a Cuba, a inizio anno sono riprese le ostilità belliche della guerriglia dopo che sono state disattese le promesse di un cessate fuoco bilaterale.

Questo ha provocato in diverse regioni della Colombia degli scontri armati tra ELN, esercito e gruppi neo paramilitari delle AGC, causando centinaia di sfollamenti tanto che, secondo i dati del Codhes (Consultorio per i Diritti Umani), il 2018 è stato l’anno con il maggior numero di sfollati dal 2010.
Molte sono state quest’anno le manifestazioni di protesta in tutto il Paese. Sicuramente quelle più dure e complesse hanno riguardato la costruzione della diga di Hidroituango, dove il Movimento Rios Vivos ha denunciato le problematiche sociali e ambientali causate dalla costruzione della diga che ha provocato lo sfollamento e l’assassinio di alcuni leader sociali, e quelle studentesche.

La Comunità di Pace ha potuto invece vivere momenti di grande riconoscimento per il lavoro svolto in difesa dei Diritti Umani con l’assegnazione di diversi premi, a cominciare da quello di Diakonia a German Graciano come “miglior difensore dell’anno”, al Premio Prophetic Economy e il riconoscimento delle Ambasciate Francese e Tedesca.
Il cammino verso la pace e il diritto sembra quindi molto lungo e pieno di insidie, ma anche di rinnovato coraggio per il nuovo anno che viene.

CONDIVISIONE, LAVORO E NOVITA' SUI VOLONTARI

Nei primi giorni di dicembre Alessandra è rientrata in Italia ed è giunto di nuovo in terra colombiana Daniele, atteso da grandi e piccini.
I volontari di Operazione Colomba hanno trascorso tutto il mese quasi esclusivamente alla Holandita dove hanno accompagnato i membri della Comunità di Pace nei vari lavori tra la raccolta del cacao e dei fagioli e la preparazione dei campi per la prossima semina.
Sicuramente è stata necessaria la presenza a San Josecito anche per la situazione di insicurezza, soprattutto per alcuni leader della Comunità che sono stati fortemente minacciati in questi ultimi mesi dai gruppi armati delle AGC.
Un altro evento che ha richiesto accompagnamento è stata la marcia di protesta organizzata dalla Comunità di Pace che si è svolta il 6 dicembre con una camminata di quasi 10 chilometri da San Josecito sino ad Apartadò difronte alla sede della giudice che aveva emesso un ordine di arresto per German Graciano quale rappresentante legale della Comunità. L’ordine di arresto, in seguito annullato, è avvenuto come conseguenza di una denuncia fatta dalla Brigada XVII contro la Comunità i cui esiti giudiziari sono ancora in corso.
Il restante tempo è trascorso cercando sempre momenti di condivisione e di gioco soprattutto con i più piccoli, con la celebrazione di qualche compleanno, ma soprattutto con l’allestimento del presepio all’interno della cupola della memoria. Quest’anno per il presepio di Betlemme si sono riprodotte in miniatura le casette di San Jocesito e degli altri villaggi della Comunità di Pace che raccontano, 2000 anni or sono, dello sfollamento, della persecuzione, ma anche della luce e della speranza.
Come tradizione il Natale è trascorso con tutta la Comunità riunita in Assemblea all’Aldea Rigoberto Guzman della Union con momenti di riflessione, di lavoro ma anche di gioia tra qualche ballo e la degustazione del tipico dolce natalizio: la natilla.
Anche l’ultima giornata dell’anno è trascorsa tra improvvisati tavolini di domino, un breve torneo di calcetto e l’immancabile serata di balli e bollito di
maiale.