SITUAZIONE ATTUALE

Ad agosto è trascorso un anno dall'elezione del nuovo Presidente Ivan Duque e in Colombia è tempo di bilanci. Sono diversi gli analisti che riportano quanto, in materia di implementazione degli Accordi di Pace e Difesa dei Diritti Umani, gli impegni e i risultati del governo siano alquanto deludenti. Solo per citare alcuni temi: dalla firma dell’Accordo di Pace nel 2016, secondo il partito della FARC, sono stati uccisi 180 ex guerriglieri e loro familiari. Diverse organizzazioni, tra cui la Croce Rossa e l’Alto Commissario delle Nazioni Unite, hanno denunciato come il proliferare di questi gruppi armati illegali nel territorio rappresenti una seria minaccia per la costruzione della pace; gravi mancanze sono state denunciate anche rispetto ai programmi di sostituzione delle coltivazioni illecite. INDEPAZ denuncia come il 50% degli ettari sottoposti a eradicazione forzata, senza gli appoggi e gli incentivi previsti dagli Accordi, sia stato riseminato a coca, mentre il governo Duque propone soluzioni obsolete come le fumigazioni aeree, nonostante i pronunciamenti della Corte Costituzionale sui pericoli per la salute.

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SITUAZIONE ATTUALE

Il bilancio della costruzione della pace in Colombia durante il primo anno di Governo Duque è negativo.
Lo conferma il report dell'International Crisis Group uscito in questo mese: “Con il campo ancora devastato dalla violenza, le coltivazioni di coca in aumento e la crescita di gruppi armati (incluse fazioni dissidenti delle FARC, la guerriglia dell’ELN e organizzazioni di narcotrafficanti) il Governo dovrebbe investire più tempo e risorse nell’implementazione delle riforme rurali stipulate nell’Accordo di Pace”. Nonostante ciò la situazione potrebbe essere peggiore se non fosse per la pressione della Comunità internazionale e dei settori sociali e politici che difendono l’Accordo di Pace.
L’Europa continua a credere nella pace in Colombia come dimostra la donazione di due milioni di euro per rafforzare la Unidad Especial de Investigación creata alla luce dell’Accordo di Pace tra FARC e Governo colombiano.

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SITUAZIONE ATTUALE

“La Colombia deve implementare immediatamente l’Accordi di Pace”. Il giorno 4 giugno, esperti del Consiglio per i Diritti Umani dell’ONU hanno chiesto alle autorità colombiane il compimento delle garanzie per gli smobilitati delle FARC, sancite nell’Accordo di Pace, dopo l’assassinio di un altro ex combattente. Non si arrestano nemmeno in questo mese in Colombia le uccisioni dei leader sociali. Ha destato forte commozione quel bambino di 9 anni che gridava impotente, colpendo a calci le pareti, mentre di fronte a lui si trovava, steso a terra, il corpo della madre. Maria del Pilar Hurtado, 36 anni, è stata assassinata il 21 giugno. Aveva quattro figli e due di loro erano presenti nel momento in cui le pallottole hanno messo fine alla vita della madre. Il crimine, avvenuto a Tierralta, regione di Cordoba, ha suscito molta indignazione in Colombia e nella comunità internazionale. La Commissione di Pace del Congresso è giunta a Tierralta per alcune riunioni incontrando la popolazione intimorita: “La forza pubblica non ha nessun tipo di potere in questi territori di fronte al paramilitare della “quadra” […] denuncia un integrante della Red Nacional de Iniciativas Ciudadanas por la Paz y contra la guerra (REDEPAZ).

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SITUAZIONE ATTUALE

La situazione di leader sociali e Difensori dei Diritti Umani continua ad essere critica in tutto il Paese. Secondo l’ultimo rapporto di Indepaz, nei primi tre mesi dell’anno sono state assassinate 60 persone; l’81.39 % degli omicidi sarebbe avvenuto in relazione a conflitti per la terra e le risorse naturali.
A riguardo è emblematico l’attacco armato, da cui fortunatamente è uscita illesa, il 4 maggio nel Nord Cauca, a Francia Marquez, vincitrice del Premio Goldman 2018, considerato il Nobel per l’ambiente.
Nonostante ciò, il difficile e rischioso impegno dei leaders sociali trova a livello internazionale il plauso e l’appoggio di tutti coloro che da ogni angolo del mondo credono fermamente nella difesa dei Diritti Umani anche a costo della vita.
A tal proposito, German Graciano, Rappresentante Legale della Comunità di Pace, è stato ricevuto, insieme a Jenaro Graciano del Movimientos Rios Vivos Antioquia e Dolis Valencia del Consejo Comunitario Alto Mira y Frontera de Tumaco e Nariño in Germania, Svizzera e Svezia, in qualità di vincitore del Premio Nazionale per la Difesa dei Diritti Umani consegnato a settembre 2018 da Diakonia e dalla Chiesa Svedese per il loro impegno e lavoro in difesa dei Diritti Umani.

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SITUAZIONE ATTUALE

Il 23 aprile è stato pubblicato l’ultimo rapporto di Programa Somos Defensores (ONG che dal 2009 documenta tutti i tipi di aggressioni contro i leader sociali) dall’evocativo titolo “Arancia Meccanica”. Di certo Stanley Kubrick non poteva immaginare che un giorno, forse il più noto dei suoi film, avrebbe dato il titolo anche al rapporto che ha decretato “il 2018 come l’anno più violento contro i leader sociali in Colombia”. 805 le aggressioni registrate contro i DDH (Difensori dei Diritti Umani) e i leader sociali, di cui 155 assassini (un incremento del 46% rispetto all’anno precedente). Secondo il rapporto il 55% delle aggressioni sono da attribuirsi a gruppi paramilitari, il 33% a responsabili non identificati, il 5% alla dissidenza delle FARC, il 4% alla Forza Pubblica e meno del 2% all’ELN. I dipartimenti più colpiti dalle aggressioni sono il Cauca e Antioquia (dove si trovano la maggior parte dei villaggi della CdP). Al di là dei dati, a preoccupare è soprattutto “la mancanza di volontà politica da parte del Governo Nazionale nell’affrontare il fenomeno. Il fatto che abbia frenato, o rimpiazzato, l’implementazione dei meccanismi previsti dall’Accordo di Pace per la protezione dei DDH (1)".

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