Giugno 2016

SITUAZIONE ATTUALE

Un caso di vendetta ha scosso l’opinione pubblica del Nord Albania nel mese di giugno: si tratta di uno scontro a fuoco avvenuto nella regione di Tropoja, che ha portato alla morte di un ragazzo di 26 anni e al ferimento di un suo amico di 29. Il conflitto è sorto al bar, davanti alle partite di calcio degli Europei 2016; dopo qualche bicchiere di troppo, sono volati insulti e poco dopo si è passati alle armi.

Le abitazioni delle tre famiglie coinvolte sono controllate da agenti in borghese che temono la vendetta di sangue da parte delle due famiglie delle vittime.

CONDIVISIONE, LAVORO E NOVITA' SUI VOLONTARI

Il mese di giugno è stato molto intenso grazie alla vicinanza e alla condivisione diretta della vita di noi volontari con alcune madri che hanno perso i loro cari a causa della vendetta di sangue. Il 14 giugno abbiamo trascorso il quarto anniversario della morte di Marje, una ragazza di 17 anni, e di suo nonno Kol, con la loro famiglia; abbiamo cercato di alleviare il loro dolore con la nostra presenza, accompagnando i genitori al cimitero. La condivisione del dolore ha assunto altri toni durante una visita a Tropoja, in un villaggio sulle montagne a nord di Scutari. A V., a cui è stata uccisa una figlia due anni fa, abbiamo raccontato la storia di resilienza di Brigida, una donna colombiana che ha scelto il perdono dopo l’uccisione dei suoi figli. Il perdono che Brigida ha concesso agli assassini dei suoi cari ha commosso V. e speriamo che le possa donare nuove energie per abbandonare il rancore che la colpisce. Con R. invece abbiamo condiviso la rabbia per un sistema di giustizia statale che stenta a funzionare in modo efficace. L’abbiamo accompagnata a Tirana presso l’ufficio dell’Avvocato del Popolo allo scopo di chiedere una giustizia effettiva per l’omicidio del figlio, avvenuto a gennaio 2016. L’incontro tra il rappresentante dell’istituzione e la madre della vittima ha dato i primi frutti: R. è stata ricevuta dal Procuratore incaricato del processo e invitata ad assistere alle udienze insieme al marito.    
Il mese di giugno ha anche segnato la fine del servizio civile per Mirjona e Paolo, che ringraziamo per aver condiviso difficoltà e soddisfazioni di nove mesi di vita insieme in Albania, certi di ritrovarli a breve per riprendere il percorso iniziato. Un grosso grazie anche ad Alessio ed Angela che hanno terminato il loro servizio dall'Italia ma che hanno continuato a supportare a distanza il lavoro sul campo. Ringraziamo anche Giacomo, partito per l’Italia per qualche settimana di riposo, e Martina, che si è fatta carico di parte del dolore di chi ha perso un figlio. Infine, grazie a Marco che, attraverso la sua lunga esperienza in altre zone di conflitto armato, ha saputo trasmettere l’universalità dei gesti di perdono.

Lavoro con la società civile

 

A giugno la manifestazione mensile ha voluto fare memoria delle vittime del fenomeno della vendetta di sangue e chiedere giustizia per gli omicidi ancora irrisolti. In occasione dell’anniversario della morte di Marje, è stato chiesto ai passanti di lasciare un messaggio di giustizia e di legarlo simbolicamente a un palloncino, poi liberato in cielo. Inoltre si è nuovamente inaugurato il murales di Scutari, con l’affissione di una seconda targa, a sostituzione della precedente che era stata divelta. Per tale evento, sono state invitate anche le associazioni della rete “Alleanza per la Vita/Aleanca për Jetën”.