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Le attività dei volontari:
SETTEMBRE 2014

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Contesto generale


Il contesto colombiano continua purtroppo ad essere caratterizzato dallo scontro tra diversi gruppi armati che, attraverso la violenza, vogliono controllare la terra e le sue ricchezze.

Reagire e difendersi con le armi è spesso la scelta più istintiva e più facile da compiere.

La Comunità di Pace di San José de Apartadò continua però coraggiosamente a difendere la propria vita e il proprio territorio con una resistenza neutrale e nonviolenta.

I volontari condividono con la popolazione locale le condizioni di povertà ed i rischi quotidiani, contribuendo a ridurre la violenza e lo sfollamento forzato, promuovendo il rientro degli sfollati nelle proprie zone di origine, proteggendo i leader e i membri della Comunità di Pace e permettendo loro di svolgere le proprie attività quotidiane.

La Comunità stessa ha esplicitamente richiesto il proseguimento di tale intervento.

Il progetto di Operazione Colomba si prefigge come obiettivo generale quello di contribuire al miglioramento delle condizioni di vita della popolazione colombiana che fa riferimento alla Comunità di Pace di San José de Apartadò, alla promozione del processo di pace ed alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica colombiana, italiana ed internazionale sulla situazione vissuta dalla Comunità di Pace.

In particolare attraverso la presenza nonviolenta nell’area di un team di Operazione Colomba ci si pone l’obiettivo specifico di rafforzare le condizioni di sicurezza dei membri della Comunità di Pace di S.Josè de Apartadò e facilitare il rientro degli sfollati nelle proprie zone di origine.


Collaborazioni

Attraverso la stretta collaborazione con altre organizzazioni internazionali come Peace Brigades International (PBI) e Fellowship of Reconciliation (FOR), che lavorano nella Comunità di Pace, Operazione Colomba ha conosciuto JUSTAPAZ (Centro Cristiano per la Giustizia, la Pace e la Nonviolenza) e ASOCICOL.

ASOCICOL è un’organizzazione di volontari legati a JUSTAPAZ che nasce proprio con lo scopo di favorire e sostenere il lavoro in Colombia di organizzazioni internazionali che si occupano di tutela dei diritti umani.

Per l’avvio della collaborazione con ASOCICOL è stato fondamentale il supporto del padre gesuita Javier Giraldo, una delle persone più coinvolte nella lotta per la pace in Colombia (e per questo ripetutamente minacciato di morte) e più vicine alla Comunità di Pace.

La natura della collaborazione con ASOCICOL permette anche di poter contare sul supporto della controparte locale per azioni di consulenza e tutela legale e politica, oltre che su una attenta e documentata capacità di analisi e lettura del contesto locale e nazionale colombiano.

 

Contesto specifico


Luogo in cui si realizza il progetto: Municipio di Apartadò, Dipartimento di Antioquia, e Municipio di Tierralta, Dipartimento di Córdoba, Colombia.

La Colombia, ufficialmente República de Colombia, è uno stato situato nella regione nord-occidentale dell'America meridionale, con capitale Bogotá. Ha una superficie di 1.141.748 km² (2.070.408 km² se si aggiungono i 928.660 km² di estensione marittima).

E’ delimitata ad est da Venezuela e Brasile, a sud da Perù ed Ecuador e a nord-ovest da Panama; in termini di confini marittimi a nord è bagnata dal Mar dei Caraibi, a ovest dall'oceano Pacifico.

La Colombia è il quarto paese più esteso del Sud America ed il terzo per popolazione dell'America Latina. Il paese presenta una grande diversità culturale ed etnica risultato di un mix di amerindi, coloni spagnoli e discendenti africani. Tra gli immigrati i maggiori gruppi provengono dal mondo arabo, dall’Europa e dalla Cina, così come dal mondo ebreo e gitano. All’ultimo censimento della popolazione, i gruppi etnici classificati nel paese erano i seguenti: 86% meticci e bianchi, 10,6% neri e 3,4% indigeni.

La República de Colombia è divisa in 32 dipartimenti e un distretto capitale. L'attuale configurazione risale al 1991, quando è entrata in vigore la nuova Costituzione. Secondo quest’ultima, la Colombia è uno Stato sociale di diritto, organizzato in forma di repubblica unitaria con centralizzazione politica e decentramento amministrativo. L'autorità pubblica è suddivisa in tre rami: potere legislativo, esecutivo e giudiziario. Il presidente funge da capo di stato e di governo allo stesso tempo e delega le sue funzioni ai ministri. Il parlamento è bicamerale, prende il nome di Congreso de la República ed è composto dal Senato (102 seggi nel collegio elettorale nazionale) e dalla Camera dei Rappresentanti (166 seggi con circoscrizioni elettorali regionali proporzionali alla popolazione di ciascun dipartimento). Cinque seggi sono destinati a indigeni, afro-colombiani e colombiani all'estero. Il sistema giudiziario colombiano comprende la Corte Costituzionale, la Corte Suprema di Giustizia, il Consiglio di Stato e il Consiglio Superiore della Magistratura.

L’indice di sviluppo umano (HDI) è 0,689, che corrisponde ad un valore medio, tanto che la Colombia è indicata nel Rapporto sullo Sviluppo Umano 2010 al 79° posto a livello mondiale. Tuttavia non tutte le regioni della Colombia presentano lo stesso livello di sviluppo. L’area più sviluppata corrisponde alla regione andina intorno alle città di Bogotà, Medellin e Cali, che costituiscono il cosiddetto "triangolo d'oro". La Colombia è fra i paesi con più alto indice di omicidi pro capite al mondo, in parte a causa del conflitto armato.


Descrizione dello scenario

Il progetto è realizzato in una delle aree della Colombia più colpite dal conflitto, dalla violenza armata e teatro di gravi violazioni dei diritti umani.

La storia del paese si contraddistingue infatti per una feroce guerra civile scoppiata ufficialmente tra il 1964 e il 1966, quando furono fondati le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (FARC) e l’Esercito di Liberazione Nazionale (ELN), che hanno iniziato un’azione di guerriglia contro il governo colombiano giudicato responsabile dell’esistenza di un’enorme disparità sociale tra le classi dirigenti e la popolazione.

Nel corso degli anni il conflitto armato ha poi parzialmente modificato le proprie ragioni d’essere in quanto sono entrati in gioco i forti interessi strategico - economici esistenti nell'area dell'Urabà, regione geografica che si estende attorno al Golfo dell'Urabà, comprendendo il municipio di Apartadò ed interessando il dipartimento di Antioquia (luogo di realizzazione del presente progetto) e quello di Chocò.

Tale area infatti dispone di significative ricchezze minerarie ed agroalimentari (non ultimo l'interesse per la coltivazione illecita di coca), è uno dei bacini d’acqua dolce più grandi del mondo ed occupa una posizione strategica essendo un grande porto naturale nel mare dei Caraibi ed un corridoio per Panama per traffici di tutti i tipi, anche illeciti.

Attualmente lo scontro in questo territorio vede contrapporsi i guerriglieri (soprattutto delle FARC), le Forze Armate Colombiane (esercito regolare) ed i gruppi paramilitari di mercenari che sono sorti per tutelare gli interessi di latifondisti, multinazionali e narcotrafficanti minacciati dagli altri attori militari.

In particolare i dipartimenti di Antioquia e Córdoba vedono la presenza delle forze paramiliari a partire dalla metà degli anni novanta, forze paramilitari che hanno applicato ed applicano tuttora una strategia di terrore nei confronti della popolazione civile. Nelle aree rurali (come San José, Tierralta e le veredas che fanno loro riferimento) i contadini vengono perseguitati in quanto considerati potenziali guerriglieri, informatori o in qualsiasi modo collaboratori o sostenitori della guerriglia. Attraverso minacce di stragi, massacri ed omicidi mirati, i paramilitari tentano di assumere il controllo del territorio. Anche i gruppi guerriglieri hanno fortissimi interessi nel controllo dell’area e della popolazione civile che vi abita.

Questi ultimi si oppongono sia all'esercito regolare sia ai gruppi paramilitari e la popolazione civile è vittima anche della loro violenza. E' noto infatti che in gran parte anche la guerriglia tragga finanziamenti soprattutto da traffici illeciti come narcotraffico ed estorsioni. La forza pubblica colombiana (esercito e polizia) non ha il controllo dell'area e spesso è stato documentato che si serva di paramilitari per contrapporsi ai guerriglieri. Tutti i gruppi armati, attraverso la violenza, vogliono controllare la terra e le sue ricchezze, la gente stessa è sfruttata come risorsa o eliminata ed è spesso costretta ad abbandonare le proprie abitazioni. Le zone da cui la gente fugge sono infatti le aree in assoluto più ricche di risorse del Paese.

Per proteggersi da queste violente persecuzioni gruppi di civili si sono uniti dando vita a delle "zone umanitarie" che, non appoggiando alcuna fazione, rivendicano il loro diritto alla neutralità. La Comunità di Pace di San José de Apartadò ne è un esempio. Quando è stata fondata, nel 1997, i leader avevano richiesto al governo protezione affinché nessuna fazione armata entrasse nel loro territorio. In questo senso l'impegno del governo è stato ed è tuttora gravemente insufficiente. Dal 1997 ad oggi sono state assassinate più di 200 persone appartenenti alla comunità, che conta in totale circa 1.500 persone.

La violenza dei gruppi armati, in particolare dei paramilitari, colpisce tutta l'area dove vivono i membri della Comunità di Pace. In particolare pericolo sono le zone più marginali e distanti dal villaggio di San Josecito come le veredas di La Esperanza, Mulatos, La Resbaloza (appartenenti al Municipio Apartadò, parte della più ampia regione geografica di “Urabà”) e di Alto Joaquin, Porto Nuevo, Las Claras e Naín (appartenenti al Municipio di Tierralta, parte della più ampia regione geografica di “Alto Sinù”). Altre località di quest'ultimo municipio, dove non vivono attualmente membri della Comunità ma che subiscono ugualmente la violenza dei gruppi armati, e per questo vengono monitorate dai volontari di Operazione Colomba, sono: Taparito, Diamante, Manzo, Rio Verde, Baltazar.

Anche qui lo sfollamento sta avvenendo, come in passato, tramite minacce di massacri indiscriminati e l’uccisione mirata di leader locali. Secondo la testimonianza di alcuni paramilitari l'impresa URRA finanzierebbe l’operato delittuoso degli stessi al fine di sgomberare l’area dai civili e lasciare mano libera alla costruzione di una seconda diga, alle concessioni minerarie e al narcotraffico. Tutto questo avviene nella totale impunità e nonostante la presenza della forza pubblica nell'area che sembra incapace di affrontare la situazione. Tutta questa area definita come Alto Sinù è uno dei patrimoni più ricchi della Colombia per la presenza di miniere di oro, carbone, nichel, ferro, nonché uno dei più grandi bacini idrici di tutta l’America Latina.

La costruzione della diga URRA II e le voci dell’imminente ampliamento del Parco nazionale Naturale del Nudo Paramillo, che coinvolgerebbe queste stesse aree, nascondono interessi economici enormi per imprese multinazionali locali e straniere disposte a non tener conto delle morti, dello sfollamento di migliaia di persone e di un disastro ambientale dalle dimensioni difficilmente calcolabili.

 

Comunità di Pace di San Josè de Apartadò.


La Comunità di Pace è un’organizzazione informale della società civile costituitasi il 23 marzo 1997 a seguito di due massacri ad opera dei militari avvenuti nel settembre 1996 e nel febbraio 1997. I membri della Comunità si impegnano a: non partecipare alla guerra, direttamente o indirettamente; non portare armi; denunciare pubblicamente le violazioni dei diritti umani commesse da qualsiasi gruppo armato; partecipare al lavoro comunitario; non reagire alla violenza con la violenza.

La Comunità di Pace è diretta da un Consejo Interno (Consiglio Interno) formato da 8 membri. Attualmente il rappresentante legale della comunità è Jesus Emilio Tuberquia (per ulteriori informazioni si rimanda al sito internet in lingua spagnola www.cdpsanjose.org).

Questa Comunità di Pace si trova in un territorio molto esteso ed impervio, caratterizzato in gran parte da montagne e foreste nella zona nord-ovest della Colombia, nel dipartimento di Antioquia, regione di Urabà, municipio di Apartadò. Quest'area è terreno di scontro tra le FARC e l'esercito colombiano ed è caratterizzata da una forte presenza di paramilitari.

In tale contesto la scelta di vivere nella Comunità comporta il rischio quotidiano della propria vita, come dimostra l’alto numero di vittime registrato al suo interno. Nonostante questo i suoi membri non hanno sentimenti di odio né di vendetta, non progettano azioni armate per farsi giustizia da soli, ma vanno avanti con determinazione, resistendo e chiedendo solo dignità e rispetto.

E' questo che ne fa un’esperienza nonviolenta particolarissima che merita assolutamente di essere sostenuta.

In un contesto in cui i servizi dello stato e le istituzioni sono quasi completamente assenti, la Comunità di Pace di San Josè de Apartadò è l’unica realtà di organizzazione civile in grado di resistere in questo ambiente di pressione e di violenza.

La Comunità è solidale con tutta la popolazione civile della zona. Chiunque non faccia direttamente riferimento a qualche gruppo armato si rivolge alla Comunità per qualsiasi necessità. Molte persone si rivolgono infatti alla Comunità, pur non facendone parte, per esigenze legate ai bisogni primari, per cercare protezione dalla violenza e per emergenze di ogni genere.

 

Per ulteriori approfondimenti:

 
 
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