Oggi è il 23 marzo 2022, 25esimo anniversario della costituzione della Comunità di Pace di San José de Apartadò (CdP).
Già dalle prime luci dell’alba, risuona negli altoparlanti l’inno della CdP: fervono i preparativi, numerosi sono gli ospiti da accogliere, nazionali ed internazionali. Sento forte l’affetto di tutti coloro che qui hanno trovato un esempio di resistenza, lotta, rispetto, cura di sé e degli altri - perché, senza gli altri, non siamo niente.

I giorni precedenti, appena arrivata, sono stati forieri di esperienze nuove, perché qui ci si occupa tutti insieme del buon esito della festa, dai più piccini ai più anziani, ed io non ho voluto sottrarmi nemmeno alle attività che in Italia non avrei voluto esperire, perché quando si lavora insieme, la fatica si divide e la soddisfazione si moltiplica.

Lo sgomento in questi giorni per l’acuirsi della guerra in Ucraina ha invaso i cuori di molti di noi che si sono sentiti improvvisamente “vicini e coinvolti” in una guerra alle “porte di casa” ma che in realtà era iniziata nella primavera del 2014 e aveva causato già 13 mila vittime e 1,5 milioni di sfollati interni prima di questa recente recrudescenza, ma ben pochi se ne erano interessati.



