Giuda usa un bacio per tradire Gesù.
Come è possibile, verrebbe da chiedersi, che venga utilizzato un gesto di affetto per portare un altro alla rovina!?
In tutti questi anni di Comunità di Pace sicuramente sono stati tanti i baci traditori; baci di chi, pur volendo bene, ha deciso, ad un certo punto, di tradire le attese, i valori, la lotta di resitenza, la ricerca di giustizia.
Ma, paradossalmente, è proprio con il tradimento che si compie l’opera di Dio.
Con il tradimento, Gesù muore e risorge a Vita nuova.
Anche la Comunità di Pace non sarebbe oggi quello che è, ossia una luce di speranza, una forza di resistenza, un esempio di salvaguardia del territorio e della vita, se non fosse stato per tutto il bene, ma anche per tutto il male ricevuto, i tradimenti subiti, gli inganni, le violenze.
Ma, a differenza di chi trama un danno, di chi vive disprezzando la vita altrui e rimane schiacciato dalla sete di potere e dominio, i membri della Comunità di Pace portano il peso dei tradimenti ricevuti trasformandoli in nuova forza, in cammino di pace e verità.
Il camminare, in senso reale e metaforico, fa parte dell’essenza dei membri della Comunità; lo dimostrano le tante ore a piedi o a dorso di muli per raggiungere i luoghi di lavoro, le migliaia di orme lasciate dagli stivali sui sentieri fangosi, i solchi profondi lungo i percorsi, mentre sulle spalle caricano le gerle colme di mais o fagioli.

“Un profondo sentimento di gratitudine per queste vite, per ciò che hanno significato per la Comunità di Pace, per la società, per il Paese. Uniamoci a tutte le vittime dell’America Latina” sono le prime parole del sacerdote gesuita e difensore dei Diritti Umani, Javier Giraldo, all’inizio della celebrazione del 18° anniversario del massacro di Mulatos e Resbalosa. Otto furono le persone assassinate e i loro corpi fatti a pezzi, sette di loro appartenenti alla Comunità di Pace. Quattro di loro erano minori, il più piccolo aveva solo 18 mesi: “sarebbe, crescendo, potuto diventare un guerrigliero oppure riconoscerci” sono le motivazioni, rivelate alcuni anni dopo in aula di giustizia, del paramilitare che confessò l’omicidio.



